top of page

Perché il mio cane abbaia agli altri cani?

  • 4 ore fa
  • Tempo di lettura: 6 min


La passeggiata procede tranquillamente finché, dall'altra parte della strada, compare un altro cane.

Il nostro cane lo vede, si irrigidisce, fissa, inizia a tirare e improvvisamente esplode: abbaia, si lancia verso l'altro cane e sembra non sentirci più.

Una delle prime conclusioni è spesso:

“Il mio cane è aggressivo con gli altri cani.”

Ma non è necessariamente così.

Due cani possono abbaiare e lanciarsi al guinzaglio mostrando comportamenti apparentemente molto simili, ma essere spinti da motivazioni completamente differenti.

Per capire come intervenire dobbiamo quindi partire da una domanda diversa:

perché quel cane sta abbaiando?



L'abbaio è un comportamento, non una diagnosi

Abbaiare fa parte del repertorio comunicativo del cane.

Il problema nasce quando interpretiamo un singolo comportamento come se ci raccontasse automaticamente tutto ciò che il cane sta provando.

“Abbaia agli altri cani” descrive cosa sta facendo.

Non ci dice ancora perché lo sta facendo.

Per comprenderlo dobbiamo osservare il comportamento nel suo insieme, il contesto nel quale compare, le distanze, ciò che è successo prima e quello che accade dopo.



Può essere paura

Un cane può abbaiare perché vuole aumentare la distanza dall'altro cane.

Immaginiamo un soggetto che non si sente tranquillo quando un altro cane si avvicina.

Non può semplicemente dire:

“Preferirei che rimanessi più lontano.”

Può quindi irrigidirsi, fissare, ringhiare, abbaiare o cercare di allontanarsi.

Se l'altro cane si allontana, dal suo punto di vista quel comportamento può aver funzionato.

Questo è uno dei motivi per cui obbligare un cane in difficoltà ad avvicinarsi agli altri per “farlo socializzare” può essere controproducente.

Se il cane chiede distanza, ridurre ulteriormente quella distanza non gli insegna necessariamente a sentirsi più sicuro.



Oppure può voler raggiungere l'altro cane

Ed ecco perché osservare soltanto l'abbaio può ingannarci.

Un altro cane potrebbe fare apparentemente la stessa scena per una ragione quasi opposta.

Vede un cane e vuole raggiungerlo. Il guinzaglio glielo impedisce.

Aumenta l'attivazione, tira, vocalizza e infine abbaia.

In questo caso può entrare in gioco una componente importante di frustrazione.

Sono frequenti, per esempio, cani che al guinzaglio reagiscono intensamente alla vista di un altro cane ma che mostrano comportamenti molto differenti in altri contesti.

Questo non significa che la soluzione sia semplicemente sganciare il guinzaglio e lasciarli incontrare.

Significa che dobbiamo capire quale funzione ha quel comportamento per quel cane.



Eccitazione e difficoltà nella gestione dell'attivazione

Per alcuni cani la comparsa di un altro cane è uno stimolo estremamente importante.

Non necessariamente perché ne abbiano paura o perché vogliano aggredirlo.

Semplicemente, l'emozione e l'attivazione diventano molto intense.

Il cane può iniziare a tirare, saltare, vocalizzare e avere sempre maggiore difficoltà a rispondere alle richieste del proprietario.

Quando supera una certa soglia, chiedergli continuamente “seduto, guardami, no, fermo” può diventare poco efficace.

Prima ancora di chiedergli cosa fare, dobbiamo considerare quanto sia in grado di farlo in quel momento.



Anche le esperienze precedenti contano

Il comportamento del cane non nasce ogni volta da zero.

Esperienze negative con altri cani, incontri troppo intensi, aggressioni subite o una storia di interazioni poco adeguate possono influenzare il modo in cui affronta gli incontri successivi.

Ma possono incidere anche esperienze apparentemente positive.

Un cane abituato fin da cucciolo a raggiungere e giocare con ogni cane che incontra può costruire una fortissima aspettativa nei confronti degli altri cani.

Quando improvvisamente il guinzaglio gli impedisce di andare, può comparire frustrazione.

Ecco perché socializzare un cucciolo non significa insegnargli:

“Ogni cane che vedi è un cane che devi salutare.”

Saper osservare un altro cane e proseguire tranquillamente la passeggiata è una competenza altrettanto importante.



Perché al guinzaglio è peggio?

È una situazione molto comune:

“Quando è libero non lo fa. Al guinzaglio diventa un altro cane.”

Il guinzaglio modifica inevitabilmente la situazione.

Limita la possibilità di scegliere liberamente direzione e distanza e può aumentare la frustrazione in un cane che vuole raggiungere qualcosa oppure la difficoltà di un cane che vorrebbe allontanarsi.

Anche la nostra gestione del guinzaglio può avere un ruolo.

Se appena compare un cane accorciamo immediatamente il guinzaglio, lo manteniamo costantemente in tensione e cambiamo atteggiamento perché ci aspettiamo una reazione, modifichiamo ulteriormente il contesto.

Questo non significa che “il cane sente la nostra ansia e quindi diventa aggressivo”.

È una spiegazione troppo semplicistica.

Significa però che guinzaglio, distanza, comportamento del proprietario e possibilità di movimento fanno parte della situazione che il cane sta vivendo.




La distanza cambia tutto

Un cane può riuscire a osservare tranquillamente un altro cane a cinquanta metri e non riuscire più a gestire la situazione a cinque.

Questa informazione è preziosissima.

Lavorare continuamente alla distanza alla quale il cane esplode significa chiedergli di affrontare il problema proprio nel momento in cui ha maggiori difficoltà.

Spesso è molto più utile individuare una distanza alla quale il cane si accorge dell'altro soggetto ma riesce ancora a pensare, comunicare e rispondere.

Da lì possiamo iniziare a costruire qualcosa.

Con il tempo e con un percorso adeguato, quella distanza potrà cambiare.



Punire l'abbaio risolve il problema?

Possiamo cercare di interrompere il comportamento attraverso strattoni, rimproveri o altre forme di correzione.

Ma anche se riuscissimo a ridurre l'abbaio, rimarrebbe una domanda:

abbiamo modificato ciò che porta il cane ad abbaiare oppure abbiamo soltanto cercato di eliminare la sua manifestazione?

Se il cane abbaia perché è spaventato, punire l'abbaio non rende automaticamente l'altro cane meno preoccupante.

Se abbaia per frustrazione, dobbiamo lavorare anche sulla gestione di quella frustrazione.

Se ha difficoltà a regolare l'attivazione, dobbiamo costruire competenze adeguate.

Concentrarsi esclusivamente sul sintomo rischia di farci perdere ciò che sta succedendo sotto.



“Deve abituarsi”: sì, ma non significa sommergerlo di incontri

Un altro errore comune consiste nel pensare che un cane in difficoltà debba vedere più cani possibile.

Portarlo al parco, avvicinarlo continuamente ad altri soggetti o costringerlo a rimanere vicino allo stimolo finché “capisce che non succede niente” non equivale necessariamente a costruire una buona esperienza.

La qualità dell'esperienza conta più della quantità.

Lavorare con distanze adeguate, soggetti appropriati e situazioni controllabili permette di costruire esperienze molto diverse rispetto a incontri casuali e troppo intensi.



Deve salutare gli altri cani?

No.

Un cane non ha bisogno di interagire con ogni cane che incontra durante la passeggiata.

Anzi, per alcuni soggetti imparare che la presenza di un altro cane non implica necessariamente un'interazione può essere estremamente importante.

Possiamo attraversare una strada.

Possiamo aumentare la distanza.

Possiamo evitare un incontro frontale.

Possiamo decidere che quel cane non è il soggetto giusto con cui fare conoscenza.

Non è una sconfitta.

Una buona gestione dell'ambiente fa parte del percorso educativo.



Cosa fare quando vediamo arrivare un altro cane?

Se sappiamo che il nostro cane ha difficoltà, non è necessario aspettare che inizi ad abbaiare per intervenire.

Possiamo utilizzare lo spazio.

Cambiare lato della strada, modificare leggermente il percorso o creare maggiore distanza può permettere al cane di affrontare la situazione a un livello di difficoltà inferiore.

L'obiettivo iniziale non dovrebbe essere necessariamente arrivare il più vicino possibile all'altro cane.

Può essere molto più utile riuscire a vederlo e continuare a essere in grado di comunicare con noi.

La gestione, però, non sostituisce un percorso educativo quando il problema è frequente o particolarmente intenso.



Osserviamo cosa succede prima dell'abbaio

Spesso ci accorgiamo del problema soltanto nel momento dell'esplosione.

In realtà il cane potrebbe aver iniziato a comunicare molto prima.

Potremmo osservare un cambiamento della postura, un rallentamento, la bocca che si chiude, lo sguardo che si fissa sull'altro cane, un cambiamento nella posizione delle orecchie o della coda, uno spostamento del peso corporeo o una crescente tensione del corpo.

Imparare a riconoscere questi segnali ci permette di intervenire prima che il cane raggiunga il massimo livello di attivazione.



“Reattivo” non significa automaticamente “aggressivo”

Il termine reattività viene utilizzato molto spesso per descrivere cani che rispondono in maniera intensa a determinati stimoli.

Ma un cane che abbaia e si lancia verso un altro cane non dovrebbe essere automaticamente etichettato come aggressivo.

Dietro quel comportamento possono esserci emozioni e motivazioni differenti.

Questo non significa minimizzare una situazione potenzialmente pericolosa.

Se il cane ha già morso, tenta di raggiungere altri cani con comportamenti che potrebbero provocare un'aggressione o risulta difficile da gestire fisicamente, la sicurezza viene prima di tutto e la situazione dovrebbe essere affrontata con l'aiuto di un professionista qualificato.



Non esiste una soluzione uguale per tutti

Ed è forse il punto più importante.

Due cani possono: abbaiare allo stesso modo, tirare allo stesso modo, lanciarsi verso l'altro cane allo stesso modo, ma farlo per ragioni completamente differenti.

Ecco perché non esiste un esercizio universale che possa risolvere ogni caso.

Prima bisogna comprendere il cane, il contesto e la funzione del comportamento.

Poi possiamo costruire un percorso.


Alla Scuola di Fido, i percorsi educativi vengono impostati partendo proprio dalla valutazione del singolo cane e della coppia cane-proprietario, per comprendere le cause del comportamento e lavorare sulle competenze necessarie nella vita quotidiana.

Perché quando un cane abbaia agli altri cani, la domanda più utile non è soltanto:

“Come faccio a farlo smettere?”

bottom of page