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Perché il cane distrugge casa quando è solo?

  • 6 ore fa
  • Tempo di lettura: 5 min

Scarpe rosicchiate, cuscini distrutti, porte graffiate, oggetti rovesciati o addirittura stipiti e muri danneggiati.

Quando un cane distrugge qualcosa mentre rimane solo, è facile interpretare il comportamento come un dispetto: “Lo fa perché l’ho lasciato a casa”, “Sa che non deve farlo”, “Si vendica perché sono uscito”.

In realtà, il cane non distrugge casa per vendetta.

Dietro a questo comportamento possono esserci motivazioni molto diverse: difficoltà nel rimanere solo, stress, frustrazione, noia, bisogno di attività, comportamenti esplorativi o, soprattutto nei cani giovani, una gestione dell’ambiente non ancora adeguata.

Capire perché il cane distrugge è il primo passo per poter intervenire correttamente.



Non tutte le distruzioni sono uguali

La prima domanda da farsi non dovrebbe essere “come faccio a farlo smettere?”, ma:

“Che cosa succede al mio cane quando rimane solo?”

Un cane che rosicchia tranquillamente una scarpa dopo alcune ore trascorse in casa non sta necessariamente vivendo la stessa situazione di un cane che, pochi minuti dopo l'uscita del proprietario, graffia freneticamente la porta, vocalizza e tenta di uscire.

Il comportamento finale può sembrarci simile, qualcosa viene distrutto, ma la causa può essere completamente diversa.

Ed è proprio per questo che la soluzione non può essere uguale per tutti.



Potrebbe semplicemente aver trovato qualcosa di interessante da mordere

Soprattutto nei cuccioli e nei cani giovani, utilizzare la bocca per esplorare l'ambiente è assolutamente normale.

Una scarpa, il telecomando, un cuscino o una gamba del tavolo possono essere molto più interessanti di quanto immaginiamo.

In questi casi il problema può essere soprattutto gestionale: il cane ha accesso a oggetti che non dovrebbe utilizzare e non ha ancora imparato quali siano le alternative appropriate.

La prevenzione è fondamentale.

Organizzare gli spazi, limitare temporaneamente l'accesso ad alcune zone della casa e mettere a disposizione attività adeguate può essere molto più efficace che intervenire continuamente dopo che il danno è già stato fatto.



Noia e bisogno di attività

Anche la quotidianità del cane merita di essere osservata.

Un cane che trascorre molte ore senza sufficienti occasioni di movimento, esplorazione, interazione e attività può cercare autonomamente qualcosa da fare.

E smontare un cuscino può essere un'attività decisamente interessante.

Attenzione, però, a non cadere nell'estremo opposto: un cane stanco non è automaticamente un cane sereno.

Riempire ogni giornata di corse, giochi e attività sempre più intense non insegna necessariamente al cane a stare tranquillo. Anche la capacità di riposare, rilassarsi e affrontare momenti nei quali “non succede nulla” è una competenza importante.

L'obiettivo dovrebbe essere quindi costruire una quotidianità equilibrata, non semplicemente cercare di esaurire fisicamente il cane prima di uscire di casa.



Frustrazione e difficoltà nella gestione dell'attesa

Alcuni cani possono avere difficoltà nel passare da una situazione di interazione o attività a un momento nel quale improvvisamente rimangono soli.

In questi casi possono comparire agitazione, vocalizzazioni, ricerca insistente di attività e comportamenti distruttivi.

Lavorare sull'autonomia non significa soltanto insegnare al cane a sopportare la nostra assenza.

Significa anche costruire gradualmente la capacità di riposare, aspettare e non essere continuamente coinvolto nelle nostre attività, anche quando siamo presenti in casa.



Quando il problema è davvero la separazione

In alcuni casi la distruzione può essere una manifestazione di una reale difficoltà legata alla separazione dal proprietario.

E qui la situazione cambia.

Il cane potrebbe iniziare ad agitarsi già quando riconosce i segnali che anticipano la nostra uscita: prendiamo le chiavi, indossiamo le scarpe, prepariamo la borsa.

Una volta rimasto solo potrebbero comparire, oltre alle distruzioni, vocalizzazioni persistenti, tentativi di raggiungere le vie d'uscita, agitazione, eliminazioni in casa o altri segnali di forte disagio.

In questi casi non stiamo semplicemente affrontando un cane che “si annoia”.

E soprattutto non è corretto pensare che basti lasciarlo solo più spesso affinché prima o poi si abitui.

Se il cane vive realmente l'assenza con forte difficoltà, continuare a esporlo a una situazione che non è ancora in grado di gestire può non risolvere il problema.



Una videocamera può raccontarci moltissimo

Se le distruzioni avvengono esclusivamente quando non siamo presenti, c'è un problema evidente: noi vediamo soltanto il risultato finale.

Una videocamera può essere molto utile per capire cosa accade realmente.

Quando inizia il comportamento? Subito dopo la nostra uscita oppure dopo alcune ore? Il cane riesce a dormire? Cammina continuamente per casa? Vocalizza? Si concentra soprattutto sulla porta o sulle finestre? Alterna momenti tranquilli ad attività?

Osservare il comportamento nel suo insieme può fornire informazioni molto più utili rispetto alla semplice constatazione che “ha distrutto il divano”.

Naturalmente un video non sostituisce una valutazione professionale quando il problema è importante, ma può diventare uno strumento prezioso per comprenderlo.



Sgridarlo quando torniamo non serve

Torniamo a casa, troviamo un cuscino distrutto e chiamiamo il cane mostrandogli il danno.

Il cane abbassa la testa, evita il nostro sguardo e sembra assumere la classica “faccia da colpevole”.

È facile pensare: “Vedi? Sa perfettamente cosa ha fatto.”

Ma quella reazione non dimostra necessariamente che il cane stia collegando la nostra rabbia a qualcosa che ha fatto magari molto tempo prima. Sta soprattutto rispondendo alla nostra postura, al tono della voce e alla situazione che si trova davanti in quel momento.

Punirlo al nostro rientro non gli insegna quindi come avrebbe dovuto comportarsi durante la nostra assenza.

Può invece rendere il momento del nostro ritorno più imprevedibile e stressante.



E chiuderlo in kennel?

Anche questa non può essere una soluzione universale.

Un kennel, se introdotto correttamente, può rappresentare per alcuni cani uno spazio tranquillo e familiare e può essere utile nella gestione quotidiana.

Ma chiudere semplicemente un cane in kennel per impedirgli fisicamente di distruggere non risolve la causa del comportamento.

Se il cane sta vivendo una forte difficoltà durante la separazione, limitarne ulteriormente la possibilità di movimento senza aver valutato il problema può essere controproducente.

Gestione e percorso educativo devono andare insieme.



Come possiamo aiutarlo?

Prima di scegliere una strategia bisogna quindi comprendere l'origine del comportamento.

Possiamo lavorare sulla gestione degli spazi, proporre attività adeguate, costruire una quotidianità più equilibrata e insegnare progressivamente al cane a vivere momenti di autonomia.

Se il problema riguarda specificamente la separazione, invece, sarà necessario costruire le assenze in maniera graduale e compatibile con ciò che quel cane riesce realmente a gestire.

Non esiste una durata valida per tutti.

E soprattutto non esiste un singolo gioco, snack o esercizio capace di risolvere qualsiasi comportamento distruttivo.


Prima di correggere un comportamento, dobbiamo comprenderlo

Quando un cane distrugge casa, concentrarsi esclusivamente sull'oggetto distrutto rischia di farci perdere l'informazione più importante: che cosa sta cercando di fare o che cosa sta vivendo il cane in quel momento?

Lo stesso comportamento può avere origini differenti e richiedere interventi completamente diversi.

Per questo, soprattutto quando le distruzioni sono frequenti, intense o accompagnate da altri segnali di disagio, può essere utile affidarsi a un professionista per osservare il problema nel suo insieme e impostare un percorso individuale.

Alla Scuola di Fido, i percorsi educativi vengono costruiti partendo proprio dalla valutazione del singolo cane, del suo comportamento e del contesto familiare in cui vive.

Perché l'obiettivo non è semplicemente impedire al cane di distruggere qualcosa, ma capire perché lo sta facendo e lavorare sulla causa del comportamento.

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