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Il kennel per il cane: perché è utile e come abituarlo correttamente al trasportino

  • 5 ore fa
  • Tempo di lettura: 6 min

Quando si parla di kennel o trasportino, non tutti hanno la stessa reazione.

C'è chi lo considera uno strumento indispensabile nella gestione quotidiana del cane e chi, vedendo uno spazio chiuso, lo associa immediatamente all'idea di una gabbia o di una costrizione.

In realtà, il kennel non è positivo o negativo in sé: ciò che fa la differenza sono il modo in cui viene introdotto, il contesto nel quale viene utilizzato e il tempo che il cane vi trascorre.

Se abituato gradualmente e utilizzato correttamente, può diventare uno spazio familiare nel quale il cane riesce a riposare e sentirsi al sicuro, oltre a rappresentare uno strumento molto utile durante spostamenti, viaggi e numerose situazioni della vita quotidiana.



Cos'è il kennel?

Con il termine kennel si indica comunemente un trasportino o box destinato ad accogliere temporaneamente il cane.

Ne esistono di differenti materiali e dimensioni: rigidi in plastica, metallici, pieghevoli in tessuto o modelli specificamente progettati per essere installati nei veicoli.

La scelta dipende dall'utilizzo che dobbiamo farne.

Un kennel destinato principalmente al riposo in casa avrà esigenze differenti rispetto a uno utilizzato per il trasporto in automobile.

In ogni caso, dimensioni, ventilazione, solidità e sicurezza devono essere adeguate al cane e alla situazione.




Non dovrebbe essere una punizione

Questo è probabilmente il concetto più importante.

Il kennel non dovrebbe diventare il luogo nel quale il cane viene mandato ogni volta che fa qualcosa che non ci piace.

Se vogliamo che venga vissuto serenamente, dobbiamo costruire un'associazione differente:

il kennel è un posto nel quale posso stare tranquillo.

Questo significa che il cane dovrebbe imparare a entrarvi volontariamente e a riposarvi senza che la porta chiusa rappresenti immediatamente qualcosa di negativo.

E questa associazione si costruisce.



Perché può essere utile abituare un cane al kennel?

Anche se non pensiamo di utilizzarlo quotidianamente, familiarizzare il cane con uno spazio di questo tipo può tornare utile in moltissime occasioni.

Pensiamo a un viaggio in automobile, a una notte fuori casa, a una gara cinofila, a un soggiorno in una struttura, oppure a tutte quelle situazioni nelle quali può essere necessario gestire temporaneamente lo spazio del cane.

Un cane che conosce già il kennel non deve imparare a gestirlo proprio nel momento in cui si trova anche ad affrontare un ambiente nuovo o una situazione potenzialmente impegnativa.

C'è poi un altro vantaggio importante: il riposo.

Alcuni cani, soprattutto in ambienti ricchi di stimoli, possono avere difficoltà a fermarsi spontaneamente. Avere uno spazio familiare e correttamente associato al relax può facilitare la gestione dei momenti di pausa.

Questo non significa però utilizzare il kennel come soluzione per confinare il cane per molte ore semplicemente perché è più comodo.



Il kennel in automobile

Uno degli utilizzi più importanti del trasportino riguarda proprio il trasporto del cane in auto.

Lasciare il cane completamente libero nell'abitacolo non è una buona soluzione: può interferire con la guida e, in caso di brusca frenata o incidente, essere esposto a conseguenze molto serie.

Un sistema di contenimento adeguato permette invece di limitare gli spostamenti del cane durante il viaggio.

Il kennel destinato all'automobile dovrebbe essere adatto alle dimensioni del cane, sufficientemente robusto, ben ventilato e posizionato e fissato correttamente all'interno del veicolo.

Non basta quindi mettere un qualsiasi trasportino nel bagagliaio.

Quando si sceglie un sistema destinato principalmente all'auto, vale la pena considerare con particolare attenzione la sua progettazione per il trasporto e il modo in cui può essere ancorato al veicolo.



Abituarlo all'auto e abituarlo al kennel sono due cose diverse

Questo è un passaggio che spesso viene sottovalutato.

Un cane può essere perfettamente tranquillo nel proprio kennel in casa e avere difficoltà una volta che questo viene posizionato in automobile.

Motore, vibrazioni, curve, rumori, movimento visivo e possibili episodi di nausea rendono il viaggio un'esperienza completamente diversa.

Per questo conviene lavorare separatamente sulle due competenze:

prima rendiamo familiare il kennel, poi costruiamo gradualmente anche l'esperienza del viaggio.



Come abituare il cane al kennel

La prima regola è semplice: non avere fretta di chiudere la porta.

Inizialmente possiamo lasciare il kennel aperto in un ambiente tranquillo della casa e permettere al cane di esplorarlo.

Possiamo rendere interessante l'ingresso utilizzando premi, giochi o attività piacevoli.

All'inizio può essere sufficiente entrare, prendere qualcosa e uscire.

Progressivamente possiamo premiare la permanenza all'interno e favorire momenti di tranquillità.

Soltanto quando il cane appare sereno possiamo iniziare a lavorare sulla porta.

Prima un movimento.

Poi una chiusura brevissima.

Poi qualche secondo.

E gradualmente aumentare il tempo.

Non dobbiamo passare da “entra a prendere un bocconcino” a “adesso rimani chiuso qui per un'ora”.



Entrare è soltanto metà del lavoro

Un cane che entra nel kennel per recuperare un premio non è necessariamente un cane abituato al kennel.

Il vero obiettivo è che riesca a rimanervi serenamente.

Dobbiamo quindi osservare il comportamento.

Il cane si sdraia? Riesce a rilassarsi? Continua a controllare la porta? Ansima senza una ragione ambientale? Vocalizza? Tenta insistentemente di uscire?

Queste informazioni ci aiutano a capire se la difficoltà che stiamo proponendo è adeguata.

Il tempo trascorso all'interno dovrebbe aumentare progressivamente soltanto quando il cane riesce realmente a gestire lo step precedente.



E se piange?

La risposta “ignoralo finché smette” è troppo semplicistica.

Bisogna capire perché sta vocalizzando e quanto è in difficoltà.

Una breve protesta di un cane che vorrebbe continuare a giocare non è necessariamente equivalente a un soggetto che sta vivendo una situazione di forte disagio e cerca freneticamente di uscire.

Se abbiamo aumentato troppo velocemente durata, distanza dal proprietario o difficoltà, può essere necessario tornare allo step precedente.

L'obiettivo non dovrebbe essere aspettare che il cane si arrenda.

Dovrebbe essere insegnargli progressivamente che può stare bene anche lì dentro.



Dal kennel di casa a quello in automobile

Quando il cane è tranquillo nel trasportino possiamo iniziare a trasferire la competenza all'auto.

All'inizio non è nemmeno necessario partire.

Possiamo permettere al cane di entrare nel kennel posizionato nel veicolo e trascorrervi un breve momento piacevole con l'auto ferma.

Successivamente possiamo introdurre l'accensione del motore.

Poi un tragitto molto breve.

E aumentare progressivamente durata e complessità degli spostamenti.

In questo modo non chiediamo al cane di affrontare contemporaneamente kennel, automobile e un viaggio lungo.



Attenzione alla nausea in automobile

Non sempre un cane che non vuole entrare nel trasportino dell'auto ha un problema con il kennel.

Potrebbe aver associato quel luogo alla nausea o al malessere durante il viaggio.

Salivazione abbondante, irrequietezza, leccamento frequente, conati o vomito sono segnali che meritano attenzione.

In questi casi insistere esclusivamente sull'educazione al kennel rischia di non affrontare la vera causa del problema.

È opportuno parlarne con il proprio veterinario e lavorare parallelamente sull'associazione con il viaggio.



Il kennel non sostituisce l'educazione

Un altro errore è utilizzare il trasportino per risolvere qualsiasi difficoltà gestionale.

Il cucciolo distrugge? Kennel.

Non riesce a stare da solo? Kennel.

È troppo agitato? Kennel.

In questo modo rischiamo di utilizzare il confinamento per nascondere il comportamento anziché comprenderlo.

Il kennel può essere uno strumento di gestione molto utile, ma non sostituisce un percorso educativo e non risolve automaticamente difficoltà legate alla separazione, alla paura, alla frustrazione o a una quotidianità non adeguata.



Un luogo familiare anche lontano da casa

C'è infine un aspetto particolarmente interessante.

Se il cane ha costruito una buona associazione con il proprio kennel, quello spazio può diventare un elemento conosciuto anche quando tutto il resto cambia.

Una gara, un hotel, una vacanza o semplicemente una giornata trascorsa fuori casa possono essere ambienti pieni di stimoli nuovi.

Ritrovare uno spazio già conosciuto, con odori familiari e nel quale ha imparato a riposare, può aiutare il cane a gestire meglio i momenti di pausa.

Ed è uno dei motivi per cui abituarlo al trasportino quando non ne abbiamo ancora urgente necessità è molto più semplice che introdurlo improvvisamente quando diventa indispensabile.



Uno strumento utile, se utilizzato correttamente

Il kennel non dovrebbe essere né demonizzato né considerato la soluzione universale a qualsiasi problema.

È semplicemente uno strumento.

Se scelto correttamente, introdotto con gradualità e utilizzato rispettando le esigenze del cane, può diventare una risorsa importante nella vita quotidiana.

Alla Scuola di Fido lavoriamo anche sulle competenze pratiche che permettono al cane di affrontare serenamente situazioni che fanno parte della vita di tutti i giorni: dalla gestione degli spazi agli spostamenti in automobile.

Perché abituare un cane al kennel non significa insegnargli a sopportare di essere chiuso.

Significa fare in modo che quello spazio diventi qualcosa che conosce e nel quale sa stare serenamente.

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