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I primi giorni del cucciolo a casa: cosa fare e cosa evitare

  • 6 ore fa
  • Tempo di lettura: 5 min


L’arrivo di un cucciolo a casa è un momento emozionante, ma anche un cambiamento enorme per lui.

In poche ore lascia l’ambiente che conosce, la madre e i fratelli, le persone e gli odori ai quali era abituato e si ritrova in un luogo completamente nuovo, con nuove persone, nuovi rumori e nuove regole.

È normale voler partire subito con il piede giusto. Ma proprio nei primi giorni uno degli errori più comuni è voler fare troppo e troppo velocemente.

Il primo obiettivo non dovrebbe essere avere immediatamente un cucciolo educato, ma aiutarlo a sentirsi sicuro e accompagnarlo gradualmente alla scoperta della sua nuova vita.


Prepara la casa prima del suo arrivo

Prima di portare a casa il cucciolo è utile organizzare gli spazi che potrà utilizzare.

Ciotole, cuccia, eventuale kennel o recinto, giochi e tutto ciò che gli servirà dovrebbero avere una collocazione abbastanza stabile. Allo stesso tempo, è importante mettere in sicurezza ciò che potrebbe essere pericoloso: cavi elettrici, piccoli oggetti ingeribili, prodotti per la pulizia, piante potenzialmente tossiche e tutto ciò che un cucciolo curioso potrebbe raggiungere.

Non è necessario concedergli immediatamente accesso a tutta la casa.

Uno spazio più piccolo, tranquillo e facilmente gestibile può aiutarlo ad ambientarsi gradualmente, oltre a rendere più semplice la supervisione.



Lasciagli il tempo di ambientarsi

Familiari, amici, bambini che vogliono conoscerlo, fotografie, giochi, passeggiate, nuovi cani da incontrare.

Per noi possono sembrare tutte esperienze piacevoli. Per un cucciolo appena arrivato, invece, possono diventare rapidamente troppi stimoli tutti insieme.

Nei primi giorni è preferibile mantenere una quotidianità relativamente tranquilla e permettergli di esplorare il nuovo ambiente con i propri tempi.

Questo non significa tenerlo isolato dal mondo, ma dosare le esperienze in base alla sua risposta.

Osservalo: se si mostra curioso e rilassato potrà esplorare; se appare stanco, esitante o sopraffatto, probabilmente ha bisogno di riposo e tranquillità.



Costruisci fin da subito una routine

I cani imparano molto attraverso la prevedibilità.

Pasti, uscite, momenti di gioco e riposo possono gradualmente assumere una certa regolarità. Non serve trasformare ogni giornata in una tabella militare, ma avere alcuni punti di riferimento aiuta il cucciolo a capire cosa aspettarsi.

La routine è particolarmente utile anche per iniziare a lavorare sulla gestione dei bisogni.

Portare frequentemente il cucciolo nel luogo corretto — soprattutto dopo il risveglio, dopo aver mangiato e dopo momenti di gioco o attività — aumenta le possibilità che faccia i bisogni dove desideriamo.

Quando accade, possiamo premiarlo.

Se invece troviamo un bisogno fatto in casa, sgridarlo successivamente non gli insegnerà dove avrebbe dovuto farlo.



Il sonno è fondamentale

Un cucciolo ha bisogno di dormire moltissimo.

Eppure capita spesso che, appena arrivato, venga continuamente coinvolto: qualcuno lo chiama, qualcuno vuole giocare, qualcuno lo prende in braccio.

Un cucciolo stanco non necessariamente si mette tranquillamente a dormire. Può diventare più agitato, mordere maggiormente, correre apparentemente senza motivo o avere più difficoltà a gestire le proprie emozioni.

Per questo è importante predisporre un luogo tranquillo nel quale possa riposare senza essere continuamente disturbato.

Anche imparare a non interagire con il cucciolo in ogni momento fa parte della sua educazione.



Inizia da subito a costruire l’autonomia

Un errore molto frequente è trascorrere ogni secondo con il cucciolo durante i primi giorni e aspettarsi, improvvisamente, che qualche settimana dopo riesca a rimanere solo per diverse ore.

L'autonomia va costruita gradualmente.

Il cucciolo può iniziare a sperimentare piccoli momenti nei quali non riceve continuamente attenzione e brevissime separazioni compatibili con la sua età e con la sua capacità di gestirle.

L'obiettivo non è ignorarlo quando manifesta una reale difficoltà, né lasciarlo piangere fino a quando “si abitua”.

L'obiettivo è fare in modo che stare senza di noi diventi progressivamente una situazione normale e sicura, senza passare improvvisamente dalla presenza costante a lunghe ore di solitudine.



Il cucciolo morde? È normale

Mani, pantaloni, lacci delle scarpe, mobili.

La fase dei morsi può essere impegnativa, ma mordere ed esplorare attraverso la bocca è un comportamento normale nel cucciolo.

Punirlo continuamente rischia di creare conflitto senza insegnargli cosa dovrebbe fare al posto di quel comportamento.

Possiamo invece offrirgli oggetti adeguati da mordere, interrompere o modificare l'interazione quando diventa troppo eccitato e cercare di capire anche perché sta mordendo in quel momento.

Molto spesso un aumento dei morsi coincide proprio con stanchezza o sovraeccitazione.



Socializzare non significa incontrare più cani possibile

Questo è probabilmente uno dei concetti più importanti.

La socializzazione del cucciolo non consiste nel fargli salutare ogni persona e ogni cane che incontriamo.

Significa permettergli di conoscere gradualmente il mondo attraverso esperienze positive, controllate e adatte al singolo soggetto.

Persone diverse, ambienti, superfici, rumori, automobili, manipolazioni, altri animali e situazioni quotidiane possono essere introdotti progressivamente.

La qualità dell'esperienza è molto più importante della quantità.

Un cucciolo che viene continuamente avvicinato da sconosciuti o lasciato interagire indiscriminatamente con qualsiasi cane non è necessariamente un cucciolo meglio socializzato.

Anzi, anche imparare a osservare persone e cani senza dover necessariamente interagire con loro è una competenza importante.



Inizia subito con piccole esperienze quotidiane

Educare un cucciolo non significa soltanto insegnargli “seduto”, “terra” o altri esercizi.

Nei primi mesi sono spesso molto più importanti competenze apparentemente banali.

Essere toccato e manipolato serenamente, indossare collare o pettorina, entrare in automobile, rilassarsi mentre non succede nulla, seguire il proprietario, lasciare un oggetto, aspettare qualche secondo, essere spazzolato o permettere il controllo di zampe, orecchie e bocca sono tutte esperienze che potranno rendere più semplice la sua gestione futura.

Introducile gradualmente e senza forzature, premiando la collaborazione.



Cosa evitare nei primi giorni

Più che cercare la perfezione, può essere utile evitare alcuni errori comuni:

  • sovraccaricare il cucciolo di persone, luoghi e attività;

  • pretendere immediatamente obbedienza e autocontrollo;

  • punire gli errori nella gestione dei bisogni;

  • disturbarlo continuamente mentre dorme;

  • lasciargli completa libertà in casa senza supervisione;

  • permettere qualsiasi comportamento perché “tanto è piccolo” per poi vietarlo improvvisamente da adulto;

  • farlo interagire indiscriminatamente con qualsiasi cane;

  • proteggerlo da qualsiasi esperienza nuova per paura che possa spaventarsi;

  • passare costantemente tutto il tempo con lui senza costruire gradualmente l'autonomia.

C'è quindi un equilibrio importante: non dobbiamo sommergere il cucciolo di esperienze, ma nemmeno crescerlo dentro una bolla.



Non esiste un cucciolo uguale all’altro

Due cuccioli della stessa età, e persino della stessa cucciolata, possono affrontare l'arrivo nella nuova famiglia in maniera completamente diversa.

Uno potrebbe entrare in casa ed esplorare immediatamente ogni stanza. Un altro potrebbe aver bisogno di molto più tempo.

Per questo programmi rigidi e regole universali hanno dei limiti.

Età, genetica, esperienze precedenti, ambiente, caratteristiche individuali e stile di vita della famiglia contribuiscono tutti allo sviluppo del cane.

Osservare il cucciolo che abbiamo realmente davanti è più importante che seguire alla lettera una lista di cose che “a quell'età dovrebbe già saper fare”.



Le basi della relazione iniziano dal primo giorno

I primi giorni insieme non devono essere perfetti.

Ci saranno bisogni sul pavimento, oggetti rosicchiati, notti meno tranquille e momenti nei quali non sapremo bene cosa fare. Fa parte del percorso.

Quello che possiamo fare è partire con aspettative realistiche, imparare a leggere il comportamento del nostro cucciolo e costruire gradualmente regole, competenze e fiducia.


Alla Scuola di Fido, i percorsi dedicati al cucciolo aiutano proprietario e cane a costruire fin dall'inizio le basi per una convivenza serena, lavorando non soltanto sull'educazione, ma sulla comprensione delle esigenze e delle caratteristiche del singolo soggetto.

Perché educare un cucciolo non significa semplicemente insegnargli cosa fare: significa aiutarlo a diventare un adulto capace di affrontare serenamente la vita insieme a noi.

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