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Sport Acquatici CSEN: cosa sono e come praticarli con il proprio cane

1 set
Tempo di lettura: 6 min


Quando pensiamo a un'attività da praticare insieme al nostro cane, probabilmente l'acqua non è la prima cosa che ci viene in mente. Eppure esiste un vero e proprio mondo di sport cinofili acquatici, nei quali nuoto, collaborazione, gioco e preparazione tecnica si incontrano dando vita a discipline molto diverse tra loro.

Gli Sport Acquatici CSEN, oggi organizzati nell'ambito dello Swim Dog Sport, comprendono tre discipline principali: Freestyle, Speedwater e Splash Dog.

Non si tratta quindi semplicemente di portare il cane in piscina e lasciarlo nuotare. Ogni disciplina ha caratteristiche, esercizi e obiettivi differenti e il cane deve essere avvicinato all'acqua in maniera graduale e rispettosa delle sue capacità.

Alla base, però, rimane un principio comune: costruire un'attività che cane e conduttore possano fare insieme, imparando a muoversi e comunicare anche in un ambiente completamente diverso dalla terraferma.




Come sono nati gli Sport Acquatici CSEN?

La storia degli Sport Acquatici CSEN si è sviluppata progressivamente. Il Freestyle nasce nel 2011, con un regolamento ideato da Antonio Giannone, con l'obiettivo di sviluppare un'attività in acqua capace di valorizzare anche la relazione tra cane e conduttore.

Negli anni successivi, con la crescente diffusione delle piscine dedicate ai cani, il progetto si amplia. Nel 2015 nasce l'idea di riunire diverse attività sportive acquatiche: al Freestyle viene affiancato lo Splash Dog, disciplina nata precedentemente negli Stati Uniti, e viene sviluppato lo Speedwater.

Nascono così i Water Sport Dog, successivamente evoluti nell'attuale Swim Dog Sport.

Oggi queste discipline fanno parte dell'area Sport Acquatici di CSEN Cinofilia e possono essere praticate sia con un approccio ludico e amatoriale sia, per i binomi interessati, attraverso un percorso sportivo e competitivo.



Prima di tutto: il cane deve imparare a stare bene in acqua

Un aspetto fondamentale degli sport acquatici è spesso anche quello più sottovalutato: non tutti i cani entrano spontaneamente in acqua e non tutti sanno immediatamente gestirsi bene nuotando.

La predisposizione può variare moltissimo da un soggetto all'altro. Razza, struttura fisica, esperienze precedenti, età e caratteristiche individuali possono influenzare il rapporto del cane con l'acqua.

Per questo il primo obiettivo non dovrebbe essere convincerlo a nuotare a tutti i costi, ma costruire gradualmente sicurezza e competenza nell'ambiente acquatico.

L'ingresso in acqua, la capacità di mantenere una corretta posizione durante il nuoto, le modalità di uscita e la gestione del cane in piscina sono competenze che possono essere insegnate progressivamente. Anche nella formazione ufficiale dei Tecnici Sport Acquatici CSEN vengono affrontati aspetti come approccio all'acqua, galleggiamento, valutazione delle capacità acquatiche, prese di sicurezza e gestione del cane in acqua.

Un cane che inizialmente è titubante, quindi, non è necessariamente un cane che non potrà mai apprezzare questa attività. Allo stesso tempo, forzare un soggetto impaurito a entrare in acqua può ottenere esattamente l'effetto opposto.

Il percorso deve essere costruito sul singolo cane.



Freestyle: un percorso da affrontare insieme

Il Freestyle è una delle discipline dello Swim Dog Sport e mette particolarmente in evidenza la collaborazione tra cane e conduttore.

Il binomio affronta un percorso acquatico nel quale sono presenti differenti esercizi e ostacoli. Il cane deve imparare progressivamente come affrontarli, mentre il conduttore deve acquisire la capacità di guidarlo e comunicare con lui anche all'interno dell'ambiente acquatico.

È proprio questo uno degli aspetti più interessanti della disciplina: quando entriamo in acqua cambiano molti dei riferimenti abituali. Movimenti, distanze e modalità di comunicazione non sono esattamente quelli che utilizziamo sulla terraferma.

Il cane deve quindi sviluppare nuove competenze e il proprietario imparare a leggere, accompagnare e guidare il proprio cane in una situazione differente dal solito.

Nel percorso sportivo CSEN sono previste diverse classi e livelli, in modo che la difficoltà possa evolvere insieme alle competenze del binomio.



Speedwater: velocità, riporto e collaborazione

Lo Speedwater introduce una componente differente.

In questa disciplina entra in gioco il riporto in acqua, associato alla velocità di esecuzione. Il cane deve quindi essere in grado di entrare in acqua, nuotare in maniera efficace, raggiungere l'oggetto e riportarlo.

Dietro un esercizio che può sembrare intuitivo esistono in realtà diverse competenze da costruire: motivazione verso l'oggetto, ingresso in acqua, qualità del nuoto, presa, ritorno e collaborazione con il conduttore.

Non basta quindi lanciare un gioco in piscina e aspettare che il cane lo recuperi.

Come accade negli altri sport cinofili, anche qui l'esercizio finale è il risultato di diverse abilità allenate progressivamente.



Splash Dog: il tuffo diventa sport

Lo Splash Dog è probabilmente la disciplina più immediatamente spettacolare degli Sport Acquatici.

Il cane si lancia in acqua da un'apposita pedana, generalmente motivato da un gioco, e la prestazione è legata al salto effettuato.

Ma anche in questo caso è importante non confondere il risultato finale con il percorso necessario per arrivarci.

Un cane non dovrebbe essere semplicemente portato su una pedana e spinto a saltare. Prima deve avere acquisito sicurezza in acqua, capacità di ingresso e uscita e una buona esperienza nell'ambiente della piscina.

Successivamente possono essere costruiti motivazione, rincorsa e tecnica necessarie per affrontare il salto.

È una disciplina dinamica e molto divertente per i soggetti che mostrano una forte motivazione verso l'acqua e il gioco, ma proprio per questo deve essere proposta rispettando caratteristiche fisiche, preparazione ed esperienza del singolo cane.



Quali cani possono praticare gli Sport Acquatici?

Non esiste un'unica razza destinata agli sport acquatici.

Certamente alcune razze sono state storicamente selezionate anche per lavorare in acqua e possono mostrare una predisposizione particolarmente evidente, ma appartenere a una determinata razza non è un requisito per divertirsi in piscina.

Anche cani di altre razze e meticci possono scoprire nell'acqua un'attività estremamente gratificante.

Più che chiedersi “la mia razza è adatta?”, è utile osservare il singolo soggetto: come vive l'acqua, qual è la sua condizione fisica, che tipo di motivazioni possiede e quale disciplina potrebbe risultare più adatta alle sue caratteristiche.

Non è nemmeno necessario partire con l'obiettivo di gareggiare. L'attività può essere praticata semplicemente per condividere un'esperienza diversa con il proprio cane, sviluppando progressivamente competenze e sicurezza.




“Il mio cane ha paura dell'acqua: devo farlo nuotare?”

No. E soprattutto non dovrebbe essere gettato in acqua con l'idea che, una volta dentro, sarà costretto a imparare.

La capacità di rimanere a galla non equivale necessariamente a sentirsi sicuri.

Un cane può riuscire fisicamente a nuotare e contemporaneamente vivere l'esperienza con forte disagio.

L'approccio all'acqua dovrebbe quindi essere graduale. Possiamo iniziare dalla familiarizzazione con l'ambiente, permettere al cane di esplorare, lavorare sugli ingressi e costruire progressivamente esperienze positive senza avere fretta di raggiungere una determinata profondità.

L'obiettivo non è mettere il cane in acqua. È fare in modo che impari a gestire l'acqua con competenza e serenità.



Il nuoto è un ottimo esercizio, ma sport e riabilitazione non sono la stessa cosa

L'attività in acqua permette al cane di muoversi in condizioni molto differenti rispetto alla terraferma e può rappresentare un'interessante forma di esercizio fisico.

Questo, però, non significa che qualsiasi cane con un problema ortopedico debba automaticamente essere portato a nuotare.

È importante distinguere attività sportiva, preparazione fisica e percorso riabilitativo.

Nel caso di cani con patologie, dolore, recupero post-operatorio o problematiche motorie, il lavoro in acqua deve essere valutato nell'ambito di un percorso appropriato e con le indicazioni dei professionisti che seguono il cane.

Alla Scuola di Fido, infatti, Sport Acquatici e riabilitazione in piscina sono due attività con finalità differenti, anche se entrambe utilizzano l'ambiente acquatico.

Anche in acqua serve preparazione

Il fatto che il cane sappia nuotare non significa che sia automaticamente pronto per affrontare qualsiasi attività acquatica.

Durata del lavoro, intensità, qualità del movimento, recupero e progressione degli esercizi devono essere adattati al singolo soggetto. Un cane inesperto può affaticarsi rapidamente e la tecnica di nuoto può cambiare molto da un individuo all'altro.

Per questo negli Sport Acquatici non dovrebbe interessarci soltanto quanto a lungo riesce a nuotare, ma come affronta l'attività.

Un buon percorso parte dalle basi e aumenta progressivamente le richieste, esattamente come avviene negli sport praticati sulla terraferma.


Sport acquatici significa anche relazione

Uno degli aspetti più belli di queste discipline è proprio la possibilità di scoprire il proprio cane in un contesto completamente nuovo.

Nel Freestyle dobbiamo imparare a guidarlo lungo un percorso. Nello Speedwater costruiamo insieme il riporto. Nello Splash Dog lavoriamo su motivazione, sicurezza e salto.

In tutti i casi il risultato nasce dalla capacità del binomio di capirsi.

Per questo gli Sport Acquatici possono essere molto più di una semplice attività estiva o di un modo per far fare movimento al cane.

Possono diventare un vero sport da costruire insieme.

Alla Scuola di Fido è possibile avvicinarsi agli Sport Acquatici CSEN e scoprire le diverse discipline dello Swim Dog Sport attraverso un percorso adatto alle caratteristiche e al livello di esperienza del proprio cane.

Che l'obiettivo sia semplicemente imparare a vivere bene l'acqua oppure iniziare un vero percorso sportivo, il punto di partenza rimane sempre lo stesso:

costruire sicurezza, competenza e divertimento per entrambi.

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