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Socializzazione del cucciolo: cos’è, quando iniziare e perché è così importante

3 set
Tempo di lettura: 6 min


Quando arriva un cucciolo, una delle parole che si sentono pronunciare più spesso è socializzazione. Il consiglio è quasi sempre lo stesso: bisogna farlo socializzare, fargli conoscere persone, incontrare altri cani e abituarlo il prima possibile a ciò che farà parte della sua vita.

Il principio è corretto, ma la socializzazione viene spesso interpretata in maniera troppo semplice. Socializzare un cucciolo non significa fargli incontrare più cani possibile, né esporlo indiscriminatamente a qualsiasi situazione nella speranza che “si abitui”.

È un processo molto più ampio, attraverso il quale il cucciolo impara progressivamente a conoscere il mondo che lo circonda e ad affrontare persone, animali, ambienti, rumori, superfici e situazioni differenti.

L'obiettivo non è avere un cane che debba necessariamente interagire con tutto e con tutti, ma aiutarlo a sviluppare gli strumenti necessari per affrontare con maggiore serenità e competenza ciò che incontrerà durante la propria vita.



Cosa significa davvero socializzare un cucciolo?

Quando parliamo di socializzazione del cucciolo, pensiamo spesso al rapporto con gli altri cani. In realtà questa rappresenta soltanto una parte del processo.

Per un cucciolo socializzare significa fare esperienza del mondo.

Significa incontrare persone con caratteristiche differenti, vedere altri cani, conoscere nuovi ambienti, camminare su superfici diverse, sentire rumori insoliti, salire in automobile, imparare a stare in luoghi frequentati e affrontare progressivamente tutte quelle situazioni che potranno diventare normali nella sua vita adulta.

Anche imparare che non è necessario interagire con ogni cane o persona incontrata fa parte di questo percorso.

Un cane adulto equilibrato non è necessariamente un cane che vuole giocare con chiunque. È piuttosto un cane capace, per quanto possibile rispetto alle proprie caratteristiche individuali, di muoversi nel proprio ambiente senza essere continuamente sopraffatto da ciò che accade intorno a lui.




Quando inizia la socializzazione del cucciolo?

La socializzazione non comincia nel momento in cui il cucciolo entra nella sua nuova famiglia.

Le prime esperienze avvengono molto prima, durante le prime settimane di vita, quando il cucciolo si trova ancora insieme alla madre e ai fratelli. Anche per questo il lavoro svolto dall'allevatore nelle prime fasi di crescita ha un'importanza enorme.

Una volta arrivato nella nuova casa, il percorso continua.

I primi mesi rappresentano una fase particolarmente importante dello sviluppo comportamentale e proprio per questo è utile offrire al cucciolo esperienze diverse, ma in maniera graduale e adeguata alla sua età e alle sue caratteristiche.

Questo è un punto fondamentale: socializzare presto non significa fare tutto e subito.



Più esperienze non significa necessariamente migliore socializzazione

Uno degli errori più frequenti consiste nel pensare che un cucciolo debba accumulare il maggior numero possibile di esperienze.

Centro città, mercato, bar, bambini, decine di cani, stazione, centro commerciale, automobile, festa di famiglia: tutto nel giro di pochi giorni.

Ma un'esperienza è utile soltanto se il cucciolo riesce a elaborarla.

Se viene continuamente portato in situazioni troppo difficili, troppo intense o dalle quali non può prendere distanza, rischiamo di ottenere l'effetto opposto rispetto a quello desiderato.

Per questo durante la socializzazione è importante osservare il comportamento del cucciolo.

Esplora spontaneamente? Riesce a rilassarsi? Cerca continuamente di allontanarsi? Si blocca? Cerca protezione nel proprietario? È talmente eccitato da non riuscire più a gestirsi?

La qualità dell'esperienza conta molto più della quantità.



Socializzare con gli altri cani non significa giocare con tutti

Questo è probabilmente uno degli equivoci più comuni.

Portare il cucciolo in un luogo pieno di cani e lasciarlo libero di interagire indiscriminatamente non garantisce una buona socializzazione.

Gli incontri dovrebbero essere scelti e gestiti tenendo conto delle caratteristiche dei soggetti coinvolti. Un cane adulto equilibrato e capace di comunicare può rappresentare un'esperienza preziosa; un'interazione troppo intensa o poco adatta al cucciolo può invece risultare difficile.

Anche durante il gioco è importante imparare a osservare ciò che succede.

I cani comunicano continuamente attraverso postura, movimenti, distanze, pause e segnali corporei. Non tutto ciò che dall'esterno sembra gioco viene necessariamente vissuto allo stesso modo da entrambi i soggetti.

E soprattutto il cucciolo dovrebbe imparare anche un'altra competenza: vedere un altro cane senza doverlo necessariamente raggiungere.

Questa capacità diventerà estremamente utile nella vita quotidiana.



Il ruolo del proprietario

Durante questo periodo il proprietario non dovrebbe limitarsi a “portare il cucciolo in giro”.

Il suo ruolo è quello di accompagnarlo nelle esperienze, osservare le sue reazioni e adattare le situazioni alle sue capacità.

Se il cucciolo mostra difficoltà davanti a qualcosa di nuovo, costringerlo ad avvicinarsi non è necessariamente il modo migliore per aiutarlo.

A volte può essere molto più utile aumentare la distanza, concedergli il tempo di osservare e permettergli di avvicinarsi quando si sente pronto.

Allo stesso modo, non è necessario evitare sistematicamente ogni situazione che genera una minima esitazione. Proteggere il cucciolo da qualsiasi difficoltà e sommergerlo di esperienze sono due estremi dello stesso problema.

Il percorso dovrebbe essere graduale.



Ogni cucciolo è diverso

Non esiste un programma di socializzazione identico per tutti.

Razza, genetica, esperienze precedenti, ambiente di crescita, temperamento e caratteristiche individuali influenzano profondamente il modo in cui un cucciolo affronta una determinata situazione.

Due cuccioli della stessa età possono reagire in maniera completamente diversa allo stesso stimolo.

Per questo confrontare continuamente il proprio cane con gli altri può essere poco utile. Un cucciolo molto sicuro potrebbe aver bisogno di imparare soprattutto a gestire l'eccitazione; un soggetto più prudente potrebbe invece aver bisogno di maggiore tempo e distanza per esplorare.

Il percorso dovrebbe essere costruito sul cane che abbiamo davanti, non sul cucciolo ideale che immaginiamo dovrebbe essere.



Puppy class e percorsi per cuccioli: a cosa servono?

Un percorso dedicato ai cuccioli non dovrebbe essere semplicemente un'occasione per lasciarli giocare insieme.

Una puppy class ben strutturata permette di lavorare in un ambiente controllato nel quale il cucciolo può fare esperienze adeguate alla propria fase di sviluppo e il proprietario può imparare a comprenderne meglio il comportamento.

Il lavoro può comprendere momenti di interazione sociale, esperienze ambientali, gestione delle distanze, manipolazione, autocontrollo, comunicazione con il proprietario e primi strumenti utili nella vita quotidiana.

Ma probabilmente l'aspetto più importante è un altro: insegnare alla persona a osservare il proprio cane.

Capire quando il cucciolo è a proprio agio, quando sta chiedendo spazio, quando è eccessivamente eccitato e quando una situazione sta diventando troppo difficile permette di gestire meglio non soltanto i primi mesi, ma anche molte esperienze future.



Socializzazione e vaccinazioni: bisogna aspettare?

È una delle domande più frequenti quando arriva un cucciolo.

Da una parte è importante tutelarlo dal punto di vista sanitario; dall'altra, i primi mesi rappresentano un periodo molto importante per lo sviluppo comportamentale.

Per questo non è corretto stabilire una regola sanitaria universale valida per ogni cucciolo.

Il programma vaccinale e il livello di rischio possono variare in base all'età, alla situazione sanitaria individuale e al contesto epidemiologico. È quindi il medico veterinario a dover indicare quando e in quali condizioni il cucciolo possa frequentare determinati ambienti.

Nel frattempo è possibile confrontarsi con veterinario ed educatore/addestratore per individuare esperienze compatibili con le indicazioni sanitarie ricevute.



Gli errori più comuni nella socializzazione del cucciolo

Tra gli errori che incontriamo più frequentemente ci sono il voler fare troppo e troppo presto, costringere il cucciolo ad affrontare qualcosa che lo preoccupa, permettere a chiunque di toccarlo, considerare positivo qualsiasi incontro con un altro cane e confondere una forte eccitazione con il divertimento.

Un altro errore è aspettare che compaia un problema prima di iniziare un percorso educativo.

L'educazione del cucciolo non serve soltanto a correggere comportamenti indesiderati. Può essere soprattutto un lavoro di prevenzione e costruzione delle competenze, tanto del cane quanto del proprietario.



Socializzazione del cucciolo a Treviso

Alla Scuola di Fido, centro cinofilo a Villorba in provincia di Treviso, accompagniamo cuccioli e proprietari attraverso percorsi costruiti sulle caratteristiche del singolo cane.

Il nostro obiettivo non è semplicemente insegnare alcuni esercizi, ma aiutare il proprietario a comprendere meglio il proprio cucciolo e costruire fin dai primi mesi competenze utili nella vita quotidiana.

La socializzazione diventa così parte di un percorso più ampio di crescita, educazione e relazione.



In conclusione

Una buona socializzazione non si misura dal numero di cani incontrati, dai posti visitati o dalle persone che hanno accarezzato il cucciolo.

Si costruisce attraverso esperienze graduali, appropriate e possibilmente positive, rispettando i tempi e le caratteristiche del singolo soggetto.

Non possiamo preparare un cucciolo a ogni situazione che incontrerà nella sua vita. Possiamo però aiutarlo a sviluppare maggiore capacità di adattamento e, contemporaneamente, imparare noi stessi a leggerlo e accompagnarlo meglio.

Ed è probabilmente questo il vero obiettivo della socializzazione.


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