Quale razza di cane scegliere? Come trovare quella adatta al proprio stile di vita
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Scegliere quale cane entrerà nella nostra vita è una decisione importante, destinata ad accompagnarci per molti anni. Eppure, molto spesso, tutto parte da qualcosa di estremamente semplice: “Mi piace tantissimo quella razza.”
Non c'è nulla di sbagliato nell'essere attratti dall'aspetto di un cane. Il problema nasce quando l'estetica diventa il principale criterio di scelta. Dietro ogni razza ci sono infatti una storia, una selezione e caratteristiche che possono tradursi in esigenze molto diverse nella vita quotidiana.
Per questo, prima di chiederci quale sia la razza che ci piace di più, dovremmo farci una domanda differente: quale tipo di cane è realmente compatibile con la vita che possiamo offrirgli?
Perché la razza conta nella scelta del cane?
Le razze canine non sono semplicemente cani con forme, dimensioni e mantelli differenti. Molte sono state selezionate per generazioni per svolgere compiti specifici: condurre e controllare il bestiame, collaborare nella caccia, seguire tracce, riportare, proteggere proprietà o animali, lavorare a stretto contatto con l'uomo oppure svolgere funzioni di compagnia.
Questa selezione ha interessato inevitabilmente anche le attitudini e alcune caratteristiche comportamentali. Un cane selezionato per lavorare mantenendo un forte riferimento al proprio conduttore può avere caratteristiche molto diverse da un cane selezionato per prendere decisioni in autonomia. Allo stesso modo, un cane selezionato per individuare e inseguire qualcosa che si muove può avere una sensibilità verso determinati stimoli differente rispetto a quella di altre razze.
Questo non significa naturalmente che tutti i soggetti appartenenti alla stessa razza siano identici. La razza ci fornisce informazioni e può rendere alcune caratteristiche più prevedibili, ma non determina completamente il comportamento del singolo individuo.
È proprio da qui che dovrebbe iniziare una scelta consapevole: conoscere ciò per cui un cane è stato selezionato e chiedersi se quelle caratteristiche sono compatibili con ciò che desideriamo e, soprattutto, con ciò che possiamo realmente offrirgli.
Partiamo dal nostro stile di vita reale
Uno degli errori più facili da commettere è scegliere il cane pensando alla vita che vorremmo avere anziché a quella che conduciamo davvero. Possiamo immaginarci lunghe passeggiate ogni giorno, weekend in montagna, attività insieme e moltissimo tempo da dedicargli. Poi, però, ci sono il lavoro, gli impegni, il brutto tempo, le vacanze, gli imprevisti e semplicemente le giornate in cui siamo stanchi.
La razza più adatta dovrebbe quindi essere compatibile soprattutto con la nostra giornata normale, non soltanto con il nostro weekend ideale.
Prima di scegliere può essere utile rispondere con sincerità ad alcune domande:
Quanto tempo trascorrerà normalmente il cane da solo?
Quanto tempo possiamo dedicargli ogni giorno?
Viviamo in città o in un ambiente più tranquillo?
Viaggiamo frequentemente?
Ci sono bambini, altri cani o altri animali?
Cerchiamo principalmente un compagno per la quotidianità oppure vogliamo praticare sport o altre attività specifiche?
Quanto siamo disposti a investire nella sua gestione, educazione, salute e cura?
Quali caratteristiche siamo realmente preparati a gestire per molti anni?
Non servono risposte “perfette”. Serve soprattutto essere realistici.
Quanto tempo e quanta attività possiamo offrire?
Quando si parla di esigenze di una razza, spesso tutto viene ridotto alla quantità di movimento: cane attivo, cane poco attivo, cane che deve correre molto. In realtà la questione è più complessa.
Le esigenze di un cane non riguardano soltanto l'esercizio fisico. Passeggiate, esplorazione, attività condivise, educazione, stimolazione mentale, riposo e relazione fanno tutte parte della sua quotidianità. Inoltre, cani diversi possono trovare gratificanti attività molto differenti.
Anche l'idea “sono una persona sportiva, quindi mi serve un cane molto attivo” merita qualche riflessione. Fare trekking nel fine settimana non equivale necessariamente a desiderare un cane con caratteristiche che richiedono una gestione attenta e attività adeguate durante tutta la settimana. Allo stesso modo, scegliere un cane molto attivo pensando che ci costringerà a fare più movimento può diventare complicato quando le nostre abitudini cambiano.
Se sappiamo già che il cane dovrà trascorrere diverse ore senza di noi, anche questo deve entrare nella scelta. Non significa che chi lavora non possa avere un cane, ma è importante chiedersi come verranno organizzate concretamente le sue giornate, eventualmente prevedendo l'aiuto di familiari, dog sitter o servizi come l'asilo diurno.
Cane piccolo significa cane più facile? Non necessariamente
La taglia è certamente importante. Un cane piccolo è più semplice da trasportare, occupa meno spazio e comporta alcune differenze pratiche evidenti rispetto a un cane di trenta o quaranta chili. Ma dimensioni ed esigenze comportamentali non sono la stessa cosa.
Esistono razze di piccola taglia estremamente attive, vocali, tenaci o caratterizzate da forti motivazioni predatorie. Allo stesso modo, un cane di dimensioni maggiori non è automaticamente più difficile da gestire nella vita quotidiana.
Lo stesso ragionamento vale per l'appartamento. Non esiste una semplice divisione tra “cani da appartamento” e “cani da giardino”. In un condominio dovremo certamente considerare aspetti come vocalizzazione, spazi comuni, presenza di scale o ascensore e possibilità di uscire frequentemente, ma avere un grande giardino non sostituisce passeggiate, esplorazione, esperienze e relazione con il proprietario.
I metri quadrati disponibili sono quindi un elemento della scelta, non la risposta alla domanda.
Bambini, altri cani e composizione della famiglia
“Qual è la razza migliore per i bambini?” è una delle domande più frequenti quando una famiglia sta pensando di prendere un cane. Anche in questo caso, però, sarebbe poco corretto rispondere semplicemente con il nome di una razza.
Bisogna considerare l'età dei bambini, l'esperienza degli adulti, il contesto domestico e la possibilità di supervisionare correttamente le interazioni. Nessuna razza dovrebbe essere considerata automaticamente una babysitter. Anche un cane socievole e ben inserito deve poter riposare senza essere disturbato, allontanarsi quando ne sente la necessità e avere interazioni adeguatamente gestite.
Se in casa vive già un altro cane, anche lui deve entrare nella nostra valutazione. Età, sesso, dimensioni, caratteristiche individuali, modalità di gioco ed eventuali difficoltà possono rendere alcuni inserimenti più semplici di altri.
In particolare, prendere un secondo cane non dovrebbe essere considerato una soluzione ai problemi del primo. Se il cane non sa rimanere solo, è insicuro o presenta altre difficoltà comportamentali, l'arrivo di un altro soggetto non garantisce che queste si risolvano.

Guardiamo oltre le descrizioni generiche delle razze
Quando cerchiamo informazioni su una razza troviamo spesso parole come intelligente, affettuoso, fedele, testardo, protettivo, bravo con i bambini. Sono descrizioni accattivanti, ma spesso troppo generiche per aiutarci davvero a immaginare la convivenza.
È molto più utile cercare di capire come quelle caratteristiche si traducono nella vita quotidiana. Quanto tende a collaborare con l'uomo? Quanto è autonomo? Come può comportarsi con persone estranee? Quanto è sensibile all'ambiente? È una razza tendenzialmente vocale? Quanto può essere importante la componente predatoria? Per quale attività è stata selezionata? Quali comportamenti tipici potrebbero essere difficili da gestire nel nostro contesto?
In altre parole, non dovremmo informarci soltanto sui pregi della razza che ci interessa. Dovremmo informarci soprattutto sugli aspetti che potrebbero risultare difficili per noi.
Questo è particolarmente importante quando parliamo di razze diventate molto popolari attraverso social network, film o mode del momento. Quello che vediamo online è spesso una piccola parte della quotidianità: vediamo ciò che rende quel cane spettacolare o affascinante, molto meno frequentemente ciò che significa convivere ogni giorno con le caratteristiche per cui è stato selezionato.
Anche salute e gestione pratica fanno parte della scelta
La compatibilità non riguarda soltanto il comportamento. Prima di scegliere una razza è importante informarsi anche sulle principali predisposizioni sanitarie, sulle cure necessarie e sui costi che potremmo dover affrontare.
Lo stesso vale per il mantello. Alcuni cani richiedono una gestione minima, altri necessitano di spazzolatura molto frequente e toelettatura professionale regolare. Alcune razze perdono grandi quantità di pelo, altre richiedono cure specifiche.
Sono aspetti apparentemente secondari quando guardiamo un cucciolo, ma diventano parte della nostra vita per anni.
Conoscere le predisposizioni sanitarie della razza ci permette inoltre di capire quali controlli e test dovrebbero essere effettuati sui riproduttori. E questo ci porta a una parte della scelta che riteniamo particolarmente importante.

Non basta scegliere la razza giusta: bisogna scegliere una buona selezione
Una volta individuata una razza realmente compatibile con il nostro stile di vita, il lavoro non è finito. Da dove proviene quel cane è altrettanto importante.
Se decidiamo di acquistare un cane di razza, è fondamentale rivolgersi ad allevatori professionali e competenti, che allevino con criterio e portino avanti un vero progetto di selezione.
Allevare non significa semplicemente accoppiare un maschio e una femmina della stessa razza. Un allevatore serio conosce la razza, studia le genealogie, conosce i propri riproduttori, effettua i controlli sanitari appropriati e programma gli accoppiamenti con obiettivi precisi, tenendo conto non soltanto della morfologia, ma anche di salute, temperamento e attitudini.
Questo è importante anche perché all'interno della stessa razza possono esserci differenze significative. Linee genealogiche e obiettivi di selezione differenti possono produrre soggetti con caratteristiche diverse per struttura, temperamento, intensità e attitudini. In alcune razze, per esempio, possono esserci selezioni maggiormente orientate verso determinate attività sportive o di lavoro.
Per questo, dopo averci chiesto “Questa razza è adatta a me?”, può essere necessario fare un passo in più e domandarci “Questa specifica selezione è adatta alla vita che voglio condividere con il mio cane?”
A questo tema abbiamo dedicato un approfondimento specifico nell'articolo “Come scegliere un allevamento di cani affidabile”, perché la scelta dell'allevatore merita di essere affrontata con attenzione.
Anche il singolo cucciolo conta
Abbiamo scelto una razza compatibile e individuato un allevatore professionale che lavora con criterio. Rimane ancora un ultimo passaggio: il singolo cane.
All'interno della stessa cucciolata possono esserci differenze individuali. Per questo un allevatore che conosce quotidianamente i propri cuccioli, i genitori e le linee dalle quali provengono può avere un ruolo molto importante nell'abbinamento con le future famiglie.
La scelta non dovrebbe quindi basarsi soltanto sul colore, sul sesso o sul fatto che un cucciolo sia stato il primo a venirci incontro.
Un allevatore responsabile potrebbe anche dirci che il cucciolo che preferiamo non è quello che ritiene più adatto a noi, oppure che quella specifica cucciolata non corrisponde alle nostre esigenze. È un atteggiamento che può indicare proprio la volontà di trovare un buon abbinamento tra cane e famiglia, anziché limitarsi alla vendita del cucciolo.
E quando possibile, prima di scegliere, è molto utile conoscere anche cani adulti della razza che ci interessa. I cuccioli sono inevitabilmente affascinanti, ma noi trascorreremo la maggior parte della vita del nostro cane con l'adulto che diventerà.
E se scegliamo un meticcio?
Fare una scelta consapevole non significa necessariamente scegliere un cane di razza. Anche nell'adozione di un meticcio possiamo ragionare su compatibilità, caratteristiche individuali, età, dimensioni, comportamento, storia conosciuta e contesto nel quale il cane ha vissuto.
Soprattutto nel caso di un cucciolo di origine sconosciuta potremmo avere meno informazioni sulla futura evoluzione fisica e comportamentale. Non significa che la scelta sia migliore o peggiore, ma semplicemente che dovremo lavorare sulle informazioni realmente disponibili, evitando di costruire aspettative esclusivamente sull'aspetto del cane.
Anche in questo caso, quando possibile, il supporto di chi conosce realmente il soggetto può essere molto utile per capire se le sue caratteristiche sembrano compatibili con la famiglia che vorrebbe accoglierlo.
Qual è quindi la razza di cane più adatta a noi?
Non esiste una razza migliore in assoluto e probabilmente non esiste nemmeno una formula capace di dirci automaticamente quale scegliere.
Una buona scelta nasce dall'incontro tra le caratteristiche del cane e la realtà della persona o della famiglia che lo accoglierà.
Significa considerare il tempo che abbiamo a disposizione, le attività che desideriamo condividere, il nostro ambiente, la presenza di bambini o altri animali, le caratteristiche che siamo preparati a gestire e le aspettative che abbiamo nei confronti del nostro futuro cane.
E, se decidiamo di acquistare un cane di razza, significa anche scegliere con grande attenzione l'allevatore, la selezione e infine il singolo soggetto.
Alla Scuola di Fido, attraverso il servizio di consulenza pre-adozione, aiutiamo le future famiglie proprio in questo percorso: valutiamo stile di vita, composizione familiare, aspettative ed esigenze per individuare il tipo di cane più compatibile e, quando la scelta ricade su un cane di razza, orientarsi anche nella ricerca di una selezione adeguata.
Perché l'obiettivo non dovrebbe essere trovare il cane perfetto.
Dovrebbe essere creare le migliori condizioni possibili perché cane e proprietario siano davvero adatti l'uno alla vita dell'altro.


