Come scegliere un allevamento affidabile: cosa sapere prima di prendere un cucciolo
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Scegliere di accogliere un cane nella propria vita è una decisione importante. Quando si decide di rivolgersi ad un allevatore, la scelta non dovrebbe partire dal colore del cucciolo, dalla vicinanza dell'allevamento o dalla disponibilità immediata.
Un allevamento responsabile non si limita a far nascere cuccioli: seleziona con consapevolezza, tutela la salute e il benessere dei propri cani e cerca di preservare nel tempo le caratteristiche della razza.
Ma come possiamo riconoscerlo?
Un allevatore serio conosce profondamente la razza
Allevare significa prima di tutto selezionare.
Un allevatore responsabile conosce lo standard della razza, le sue caratteristiche morfologiche e comportamentali, le problematiche di salute alle quali può essere maggiormente predisposta e le linee di sangue con cui lavora.
La scelta di un accoppiamento non dovrebbe quindi essere casuale. Dietro alla nascita di una cucciolata dovrebbe esserci un progetto preciso, volto a ottenere soggetti sani, equilibrati e il più possibile rispondenti alle caratteristiche della razza.
Per questo un buon allevatore dovrebbe essere perfettamente in grado di spiegarti perché ha scelto proprio quei due genitori e quali caratteristiche spera di ottenere dalla combinazione.
La salute dei genitori viene verificata
Uno degli aspetti più importanti riguarda i controlli sanitari.
Ogni razza può essere maggiormente predisposta ad alcune patologie ereditarie o geneticamente trasmissibili. Per questo motivo i riproduttori dovrebbero essere sottoposti agli esami e ai test specifici previsti o raccomandati per quella determinata razza.
Non esiste quindi una lista di controlli identica per tutti i cani.
Prima di scegliere un allevamento è utile informarsi sulle principali patologie della razza che ci interessa e chiedere all'allevatore quali controlli siano stati effettuati sui genitori.
Un allevatore trasparente non dovrebbe avere problemi a parlarne e a mostrare la relativa documentazione.
Un buon allevatore non ha fretta di venderti un cucciolo
C'è un particolare che spesso dice moltissimo sulla serietà di chi abbiamo davanti: le domande che ci fa.
Un allevatore responsabile vuole sapere dove andrà a vivere il proprio cucciolo. Potrebbe chiederti come trascorri le tue giornate, quanto tempo resterà solo, se hai altri animali, quale esperienza hai con i cani e cosa ti aspetti dalla razza. Non è invadenza. È responsabilità.
Allo stesso modo, dovrebbe essere disposto a raccontarti con sincerità anche gli aspetti più impegnativi della razza. Se una determinata tipologia di cane non è adatta alla tua quotidianità, un professionista serio dovrebbe essere capace anche di dirtelo.
L'obiettivo non dovrebbe essere vendere un cucciolo a chiunque, ma trovare la famiglia adatta per ciascun cane.
Osserva come vivono i cani
Quando possibile, conoscere l'ambiente in cui crescono i cuccioli può fornire informazioni preziose.
Non significa necessariamente cercare una struttura enorme o particolarmente bella. Ciò che conta è osservare il benessere dei cani, le condizioni igieniche, la loro relazione con le persone e il modo in cui vengono gestiti.
È inoltre importante capire come vengono cresciuti i cuccioli durante le prime settimane di vita.
Le esperienze precoci, la relazione con la madre e i fratelli, il contatto con le persone e una corretta esposizione agli stimoli ambientali contribuiscono allo sviluppo del futuro cane.
Il pedigree non è un optional

Su questo argomento esiste ancora molta confusione. Frasi come “è di razza, ma senza pedigree” non sono soltanto poco corrette: in Italia un cane non può essere commercializzato come “cane di razza” se questa appartenenza non è attestata dalla relativa certificazione genealogica.
Il Decreto Legislativo 30 dicembre 1992, n. 529, che disciplina le condizioni zootecniche e genealogiche per la commercializzazione degli animali di razza, prevede infatti che la commercializzazione avvenga sulla base dell'apposita certificazione genealogica. Lo stesso ENCI specifica chiaramente che la vendita di cani proposti come “di razza” senza pedigree è vietata dalla legislazione italiana.
Il pedigree, quindi, non è un accessorio, un premio riservato ai cani da esposizione o un documento che serve semplicemente a rendere il cucciolo più prestigioso. È il certificato di iscrizione del cane al Libro genealogico e contiene informazioni fondamentali: dati identificativi del soggetto, numero di iscrizione, allevatore e proprietario e la genealogia fino a genitori, nonni, bisnonni e trisnonni. Può inoltre riportare informazioni relative a titoli e controlli sanitari registrati degli antenati.
Il Libro genealogico è anche uno strumento di verifica
Oggi, inoltre, molte informazioni non devono essere semplicemente “credute sulla parola” dell'allevatore.
ENCI mette a disposizione il proprio Libro genealogico online, accessibile al pubblico, attraverso il quale è possibile consultare informazioni e correlazioni relative ai cani registrati.
Questo strumento può essere particolarmente utile quando si sta valutando un allevamento: permette di approfondire la genealogia dei soggetti e verificare le informazioni disponibili sui riproduttori e sulle loro linee di sangue. ENCI mette inoltre a disposizione la sezione “Accoppiamenti recenti”, attraverso la quale è possibile verificare le cucciolate già registrate nel Libro genealogico per le quali non è ancora stato emesso il certificato genealogico.
Per una fattrice, controllare la sua storia riproduttiva è particolarmente interessante: sapere quante cucciolate abbia prodotto e con quale frequenza permette di avere un elemento in più per valutare il lavoro dell'allevatore. Non significa che il numero di cucciolate, da solo, stabilisca se un allevamento sia serio o meno, ma è un dato che merita attenzione. Le stesse norme tecniche ENCI prevedono, per esempio, che nel caso di una fattrice di età superiore ai 7 anni o che abbia già prodotto più di cinque cucciolate, la denuncia di una nuova cucciolata debba essere accompagnata da un certificato veterinario che ne attesti l'idoneità alla gravidanza, al parto e allo svezzamento.
Il pedigree rimane quindi un elemento fondamentale, ma non è da solo una garanzia di qualità dell'allevamento. Deve inserirsi in un quadro più ampio fatto di selezione consapevole, controlli sanitari, attenzione al carattere, benessere dei riproduttori e dei cuccioli, trasparenza e conoscenza approfondita della razza.
Diffida delle scorciatoie
Alcuni segnali meritano particolare attenzione:
cuccioli disponibili continuamente o moltissime razze allevate senza una chiara specializzazione;
nessuna domanda sulla famiglia che accoglierà il cane;
impossibilità di ottenere informazioni sui genitori;
assenza di documentazione sanitaria o risposte vaghe sui controlli effettuati;
cuccioli proposti come “di razza” senza pedigree;
disponibilità a cedere il cucciolo troppo precocemente;
forte pressione per concludere velocemente l'acquisto;
poca disponibilità a rispondere alle domande prima o dopo la consegna.
Un singolo elemento va sempre valutato nel suo contesto, ma quando i dubbi iniziano ad accumularsi è meglio non avere fretta.
Il rapporto con l'allevatore non termina il giorno della consegna
Un allevatore responsabile rimane un punto di riferimento anche dopo che il cucciolo ha lasciato l'allevamento.
Conosce la propria linea di sangue, è interessato a sapere come stanno crescendo i cani che ha fatto nascere e dovrebbe essere disponibile al confronto quando emergono dubbi o difficoltà.
In un certo senso, scegliere un allevatore significa scegliere anche la persona che ha preso le prime importanti decisioni sulla vita del nostro futuro cane.
Vale quindi la pena dedicare tempo alla scelta.
Prima scegli il cane giusto. Poi cerca dove prenderlo.
C'è infine un passaggio ancora precedente alla scelta dell'allevamento: capire se quella razza è davvero adatta a noi.
Estetica, dimensioni e simpatia per una determinata razza raccontano solo una piccola parte della storia. Livello di attività, motivazioni, caratteristiche comportamentali, esigenze di gestione e predisposizioni della razza devono essere compatibili con la vita che possiamo realmente offrirle.
Ed è proprio questo uno degli obiettivi della consulenza pre-adozione de La Scuola di Fido: accompagnare la persona nella scelta prima dell'arrivo del cane, valutando esigenze, stile di vita, aspettative e caratteristiche del futuro compagno.
Perché una buona relazione con il proprio cane comincia molto prima del giorno in cui entra in casa.


