13 "red flag" da riconoscere quando si cerca un cucciolo online
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Oggi la ricerca di un cucciolo inizia molto spesso online. Siti web, social network, gruppi dedicati alle razze e portali di annunci permettono di trovare in pochi minuti decine di cucciolate disponibili.
Internet, però, rende altrettanto semplice presentare come serio e professionale ciò che non lo è.
Belle fotografie, un profilo social curato o un sito ben costruito non ci raccontano necessariamente come siano stati selezionati i genitori, quali controlli sanitari siano stati effettuati, come siano cresciuti i cuccioli o quale sia realmente l'obiettivo di chi li ha fatti nascere.
Quando decidiamo di acquistare un cane, quindi, non dovremmo cercare semplicemente “un cucciolo disponibile”, ma capire chi c'è dietro quella cucciolata e con quale criterio è stata programmata.
Alcuni segnali possono aiutarci a capire quando è opportuno approfondire o, in certi casi, cercare altrove.
🚩1. Ci sono sempre cuccioli immediatamente disponibili
Trovare una cucciolata disponibile non significa automaticamente trovarsi davanti a una situazione poco seria. Quello che dovrebbe farci porre qualche domanda è la presenza continua di numerose cucciolate, magari appartenenti a molte razze differenti e disponibili praticamente in qualsiasi momento dell'anno.
Un allevamento professionale lavora attraverso una programmazione: sceglie i riproduttori, studia gli accoppiamenti, effettua i controlli necessari e segue gravidanza, nascita e crescita dei cuccioli.
Per questo non dovrebbe stupirci se, rivolgendoci a un allevatore che ci interessa, ci viene detto che in quel momento non ci sono cuccioli disponibili o che sarà necessario aspettare una futura cucciolata.
Quando si sceglie un cane con cui trascorrere molti anni, qualche mese di attesa può essere molto meno importante della qualità della scelta.
🚩2. La prima domanda che ci viene fatta è: “Quale colore vuoi?”
Colore e caratteristiche estetiche possono naturalmente rientrare nelle nostre preferenze. Non c'è nulla di sbagliato nell'avere un colore preferito.
Il problema nasce quando l'intera scelta del cucciolo viene ridotta all'estetica.
Un allevatore dovrebbe essere interessato anche a capire chi siamo, che esperienza abbiamo, dove vivrà il cane, quali attività vorremmo svolgere, se abbiamo altri animali e che tipo di soggetto stiamo cercando.
Allo stesso modo, noi dovremmo interessarci a temperamento, salute, genealogia, caratteristiche dei genitori e obiettivi dell'accoppiamento almeno quanto al colore del mantello.
Se tutta la conversazione ruota attorno a maschio o femmina, colore e prezzo, probabilmente mancano informazioni molto più importanti.
🚩3. Nessuno ci fa domande sulla nostra vita
Questa è una red flag che viene spesso sottovalutata.
Quando contattiamo un allevatore potremmo aspettarci di essere noi a fare tutte le domande. In realtà anche l'allevatore dovrebbe avere parecchie domande per noi.
Dove vivrà il cane? Quanto tempo rimarrà solo? Abbiamo già avuto cani? Ci sono bambini? Altri animali? Cerchiamo un cane per famiglia, sport, esposizioni o altre attività? Perché abbiamo scelto proprio quella razza?
Non è necessariamente invadenza.
Un allevatore che ha selezionato, fatto nascere e cresciuto i propri cuccioli dovrebbe avere interesse a capire dove andranno a vivere e se le aspettative della futura famiglia sono compatibili con le loro caratteristiche.
Chi è disposto a consegnare qualsiasi cucciolo a chiunque sia disposto a pagarlo dovrebbe quantomeno farci riflettere.
🚩4. Non possiamo avere informazioni sui genitori
I genitori non sono semplicemente “la mamma e il papà” del cucciolo. Sono una parte fondamentale delle informazioni che abbiamo a disposizione sulla cucciolata.
Dovremmo poter sapere chi sono, conoscerne pedigree e caratteristiche, ricevere informazioni sui controlli sanitari pertinenti alla razza e capire per quale motivo sia stato scelto proprio quell'accoppiamento.
Non sempre sarà possibile incontrare fisicamente entrambi i genitori. Il maschio, per esempio, potrebbe appartenere a un altro allevamento, vivere in un altro Paese o essere stato utilizzato attraverso seme refrigerato o congelato. L'assenza fisica del padre non è quindi di per sé una red flag.
Ciò che conta è che l'allevatore sappia raccontarci chi è quel cane, perché è stato scelto e quale contributo si cercava attraverso quell'accoppiamento.
🚩5. I controlli sanitari vengono liquidati con “i genitori stanno benissimo”
Un cane apparentemente sano non è necessariamente un cane sul quale siano stati effettuati tutti gli accertamenti utili alla riproduzione.
Le razze possono avere predisposizioni differenti e, di conseguenza, i controlli sanitari rilevanti non sono uguali per tutte.
Per questo non esiste una lista universale di esami che ogni allevatore debba effettuare su ogni razza. Dobbiamo informarci su quali controlli siano pertinenti per quella specifica razza e chiedere all'allevatore quali siano stati effettuati sui riproduttori.
Una risposta come “non serve fare test perché i nostri cani non hanno mai avuto problemi” non equivale a un programma di selezione sanitaria.
Un allevatore competente dovrebbe essere in grado di spiegare quali controlli esegue e perché.
🚩6. Il pedigree viene presentato come inutile o come un optional costoso
Frasi come “se vuoi il pedigree costa di più”, “tanto se non fai esposizioni non ti serve” oppure “è puro anche senza pedigree” meritano particolare attenzione.
Il pedigree non serve soltanto per partecipare alle esposizioni: è il certificato genealogico che documenta l'iscrizione del cane al Libro genealogico e ne attesta ufficialmente la genealogia.
Inoltre, il suo costo effettivo è molto lontano dalle cifre che talvolta vengono utilizzate per giustificare importanti differenze di prezzo. Secondo le tariffe ENCI in vigore dal 1° giugno 2026, la denuncia di cucciolata con rilascio del certificato genealogico costa 25 € per ciascun cucciolo, a cui si aggiungono i normali diritti di segreteria previsti per la pratica.
Per questo, proposte del tipo “il cucciolo costa 1.000 € senza pedigree oppure 1.300 € con pedigree” non trovano giustificazione nel costo del certificato genealogico. Lo stesso ENCI invita a diffidare di chi vende un cucciolo di razza senza pedigree o richiede un notevole rincaro per ottenerlo.
È importante, però, non cadere nemmeno nell'errore opposto: avere il pedigree non significa automaticamente provenire da un buon allevamento. Il pedigree documenta la genealogia; la qualità della selezione deve essere valutata considerando anche salute dei riproduttori, controlli effettuati, caratteristiche comportamentali, genealogie, condizioni di allevamento e criterio con cui sono stati programmati gli accoppiamenti.
Quando cerchiamo un cane di razza dobbiamo quindi verificare entrambe le cose: documentazione genealogica e qualità del lavoro di selezione dell'allevatore.
🚩7. Non ci viene spiegato perché è stato fatto quell'accoppiamento
Questa è una delle domande che personalmente riteniamo più interessanti da fare:
“Perché avete scelto proprio questi due cani?”
Una cucciolata allevata con criterio dovrebbe nascere da un progetto di selezione, non semplicemente dalla disponibilità di un maschio e di una femmina.
La risposta può riguardare caratteristiche morfologiche, salute, temperamento, attitudini, genealogia e obiettivi specifici dell'allevatore.
Non serve che il futuro proprietario diventi un esperto di genetica o allevamento. Ma dovrebbe emergere che dietro quell'accoppiamento esiste un ragionamento.
🚩8. È impossibile capire dove e come crescono i cuccioli
Le prime settimane di vita rappresentano un periodo importante dello sviluppo del cane. Per questo è assolutamente legittimo chiedere informazioni su come vengono allevati e quali esperienze vengono proposte ai cuccioli.
Dove crescono? Che tipo di ambiente conoscono? Come vengono gestiti? Che rapporto hanno con le persone? Quali esperienze vengono introdotte gradualmente durante la crescita?
Non significa che un allevamento debba avere una nursery perfetta da mostrare sui social. Anzi, anche in questo caso un profilo Instagram bellissimo non è una certificazione di qualità.
Ci interessa ciò che accade realmente ai cani, non quanto sia fotogenico l'ambiente.
🚩9. Si può ricevere il cucciolo senza conoscere realmente chi lo ha allevato
La possibilità di organizzare trasporti non è di per sé indice di un allevamento poco serio. Esistono allevamenti professionali in altri Paesi e situazioni nelle quali il trasporto di un cucciolo viene organizzato correttamente e nel rispetto delle normative.
La red flag è un'altra: non sapere realmente da chi stiamo acquistando il cane.
Se tutta la trattativa avviene attraverso pochi messaggi, non abbiamo informazioni verificabili sull'allevatore, non conosciamo provenienza e documentazione del cucciolo e l'unica preoccupazione sembra essere organizzare pagamento e consegna, è necessario essere molto prudenti.
Il trasporto non dovrebbe diventare un modo per rendere completamente opaca la provenienza del cane.
🚩10. C'è pressione per pagare immediatamente
“È rimasto l'ultimo.”
“Ho altre tre persone interessate.”
“Se fai il bonifico oggi te lo blocco.”
È possibile che un cucciolo abbia realmente altre famiglie interessate e chiedere un deposito per una prenotazione può far parte delle normali modalità di un allevamento.
Il problema è quando viene creata una pressione artificiale per impedirci di avere il tempo di informarci.
Prima di versare denaro dovremmo sapere chiaramente con chi stiamo parlando, cosa stiamo acquistando, quali sono le condizioni e quale documentazione accompagnerà il cane.
L'urgenza non dovrebbe sostituire la trasparenza.
🚩11. Il prezzo cambia in modo importante soltanto in base al colore
Alcune caratteristiche possono avere una diversa richiesta e gli allevamenti possono naturalmente stabilire i propri prezzi. Ma quando la comunicazione assomiglia a un catalogo nel quale ogni colore ha un prezzo differente e rarità ed estetica diventano il principale valore attribuito al cucciolo, vale la pena approfondire quale sia realmente il criterio di selezione.
La stessa prudenza vale per espressioni commerciali utilizzate per rendere un cane apparentemente esclusivo senza fornire informazioni concrete sulla selezione.
Un cucciolo non dovrebbe diventare più interessante semplicemente perché viene descritto come raro, esclusivo o introvabile.
🚩12. Vengono promesse caratteristiche che nessuno può garantire
“Sarà sicuramente buonissimo con i bambini.”
“Non abbaierà.”
“Non avrà mai problemi di salute.”
“Questo cucciolo diventerà sicuramente un campione.”
Sono promesse che dovrebbero renderci prudenti.
Una buona selezione permette di lavorare sulla prevedibilità di determinate caratteristiche, ma un cane rimane un individuo. Genetica, sviluppo, esperienze, ambiente, educazione e gestione contribuiranno a ciò che diventerà.
Un allevatore competente dovrebbe aiutarci a costruire aspettative realistiche, non venderci certezze impossibili.
🚩13. L'allevatore non sembra conoscere davvero la razza che propone
Un allevatore professionale dovrebbe conoscere molto bene ciò che alleva, compresi gli aspetti meno semplici.
Se chiediamo quali siano le difficoltà tipiche della razza e riceviamo soltanto risposte come “sono cani fantastici, adatti a tutti”, probabilmente non stiamo ottenendo le informazioni di cui abbiamo bisogno.
Nessuna razza è perfetta per chiunque.
Una persona che conosce profondamente i propri cani dovrebbe saperci raccontare sia ciò che rende quella razza straordinaria sia ciò che potrebbe renderla completamente inadatta a determinate famiglie.
Una bella presenza online non basta
Questo è forse il concetto più importante da ricordare quando cerchiamo un cucciolo su Internet.
Un allevamento può avere migliaia di follower, fotografie professionali, moltissime recensioni e un sito estremamente curato. Tutte queste cose possono essere positive, ma non sostituiscono le informazioni sulla selezione.
Quando valutiamo un allevamento dovremmo andare oltre ciò che vediamo sullo schermo e cercare elementi concreti: chi sono i riproduttori, quali genealogie hanno, quali controlli sanitari sono stati effettuati, come vengono scelti gli accoppiamenti, come crescono i cuccioli e quale rapporto l'allevatore mantiene con le famiglie.
Internet dovrebbe essere il punto di partenza della ricerca, non l'unico strumento con cui decidiamo.
Il cucciolo giusto non è necessariamente quello disponibile oggi
Quando decidiamo di prendere un cane è comprensibile avere voglia che arrivi subito. Ed è proprio questa componente emotiva che può portarci a ignorare segnali che, in un altro momento, avremmo notato facilmente.
Se abbiamo individuato la razza che desideriamo, vale la pena dedicare tempo anche alla ricerca di un allevatore professionale che selezioni con criterio.
Aspettare una cucciolata programmata, percorrere qualche chilometro in più o rinunciare a un cucciolo che non ci convince può sembrare frustrante nell'immediato.
Ma stiamo scegliendo un cane con cui potremmo condividere dieci, quindici o più anni della nostra vita.
La disponibilità immediata non dovrebbe quindi essere il criterio che pesa di più.
Alla Scuola di Fido, attraverso il servizio di consulenza pre-adozione, aiutiamo le future famiglie anche nella scelta della razza, nella valutazione degli allevamenti e nella ricerca di una cucciolata compatibile con le proprie esigenze.
Perché trovare un cucciolo online è facilissimo.
Capire chi lo ha fatto nascere, perché lo ha fatto nascere e quale selezione c'è dietro è la parte che merita davvero attenzione.


