Mantrailing: come funziona la ricerca di persone con il cane
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Seguire la traccia di una persona attraverso il suo odore è una capacità che l'uomo sfrutta nel cane da molto prima che nascesse il Mantrailing come lo conosciamo oggi.
Oggi questa attività viene praticata anche in ambito sportivo e ludico, ma le sue origini sono strettamente legate all'impiego operativo dei cani nella ricerca e nel rintracciamento delle persone.
Il principio alla base è affascinante: fornire al cane l'odore di una determinata persona e lasciare che sia il suo naso a guidarci fino a lei.
Ma come riesce a farlo?
Le origini del Mantrailing
Per comprendere il Mantrailing dobbiamo partire dai cani selezionati nei secoli per seguire tracce odorose.
Tra i più celebri troviamo il Bloodhound, o Chien de Saint-Hubert, una razza con una lunga storia come segugio e successivamente divenuta particolarmente conosciuta per la capacità di seguire tracce umane anche a distanza di tempo.
L'utilizzo sistematico dei cani per rintracciare persone si sviluppò in particolare negli Stati Uniti, dove i Bloodhound furono impiegati anche dalle forze dell'ordine per seguire le tracce di persone scomparse, fuggitivi e sospetti.
Da questo tipo di lavoro deriva il termine Mantrailing: man, “persona”, e trailing, cioè seguire una traccia.
Con il tempo, tecniche e conoscenze relative alla ricerca olfattiva si sono evolute e il Mantrailing si è diffuso ben oltre il suo utilizzo originario. Oggi viene praticato in differenti contesti e anche come disciplina cinofila sportiva e ricreativa, accessibile a molte coppie cane-conduttore.
È però importante distinguere i due mondi: praticare Mantrailing come sport non equivale a preparare un cane per un'attività operativa di ricerca di persone scomparse.
Cos'è il Mantrailing?
Nel Mantrailing il cane deve ricercare una specifica persona partendo dal suo odore individuale.
Questo dettaglio è fondamentale.
Il compito non consiste semplicemente nel trovare “una persona” o seguire qualsiasi odore umano presente nell'ambiente. Al cane viene fornito un odore di riferimento e dovrà discriminare quello specifico odore tra moltissime altre informazioni olfattive.
Possiamo quindi pensare al Mantrailing come a un'enorme investigazione olfattiva nella quale il vero specialista è il cane.
L'odore individuale: il punto di partenza della ricerca
Durante la nostra vita quotidiana lasciamo continuamente nell'ambiente materiale e componenti odorose riconducibili al nostro passaggio.
Per il cane, dotato di capacità olfattive enormemente superiori alle nostre, queste informazioni possono diventare una traccia da seguire.
Nel Mantrailing viene utilizzato un campione odoroso, spesso chiamato testimone d'odore, associato alla persona che deve essere ricercata.
Può essere, per esempio, un oggetto che è stato a contatto con quella persona e gestito in modo da limitare contaminazioni.
Il cane prende l'odore di riferimento e inizia la ricerca.
Come si svolge una ricerca di Mantrailing?
Generalmente il cane lavora indossando una pettorina e collegato al conduttore attraverso una lunghina.
Dopo aver acquisito l'odore della persona da ricercare, viene dato il segnale di partenza.
Da quel momento il cane deve individuare le informazioni olfattive utili e seguirle fino alla persona nascosta.
All'inizio dell'apprendimento vengono proposte ricerche semplici, costruite in modo che il cane possa comprendere progressivamente il compito.
Con l'esperienza possono aumentare gradualmente la lunghezza della traccia, il tempo trascorso dal passaggio della persona, la complessità dell'ambiente e le possibili fonti di distrazione.
La difficoltà deve crescere insieme alle competenze del cane, non più velocemente.

La traccia non è una linea disegnata sul terreno
È facile immaginare che il cane segua esattamente le impronte della persona, come se percorresse una linea invisibile.
La realtà è molto più complessa.
Le informazioni odorose vengono influenzate da moltissimi fattori: vento, temperatura, umidità, conformazione dell'ambiente, vegetazione, edifici, superfici e movimento dell'aria.
In ambiente urbano, per esempio, cemento, asfalto, automobili, edifici e passaggio di numerose persone rendono lo scenario olfattivo molto diverso rispetto a un prato o a un bosco.
Il cane potrebbe quindi allontanarsi dal percorso realmente effettuato dalla persona, effettuare verifiche, cambiare direzione o tornare momentaneamente indietro.
Seguire una traccia non significa necessariamente camminare sopra le impronte di chi stiamo cercando.
Il Mantrailing non è la stessa cosa della ricerca in superficie
Questa distinzione è importante.
Nel Mantrailing il cane parte dall'odore di una specifica persona e lavora per seguirne la traccia.
Nella ricerca in superficie, invece, il lavoro può essere impostato affinché il cane individui la presenza di persone all'interno di una determinata area, senza necessariamente partire dall'odore individuale di uno specifico soggetto.
Sono modalità di ricerca differenti, che richiedono preparazione e strategie differenti.
Per questo non tutti i “cani da ricerca” stanno facendo Mantrailing.
Il conduttore deve imparare a seguire il cane
Ed è qui che questa disciplina diventa particolarmente interessante dal punto di vista della relazione.
Nella maggior parte degli esercizi educativi siamo noi a conoscere la risposta.
Chiediamo al cane di sedersi e sappiamo cosa dovrebbe fare. Gli chiediamo di venire da noi e conosciamo la destinazione.
Nel Mantrailing i ruoli, in parte, si ribaltano.
Il cane possiede informazioni alle quali il conduttore non ha accesso.
Il nostro compito diventa quindi imparare a leggere il suo comportamento.
Velocità, postura, direzione, movimenti della testa, cambiamenti nel modo di utilizzare il naso e improvvise variazioni nell'andatura possono fornire indicazioni importanti.
Il conduttore deve imparare anche a utilizzare correttamente la lunghina, accompagnando il cane senza guidarlo inconsapevolmente verso la soluzione.
Uno degli errori più facili, infatti, è influenzare il cane perché noi pensiamo di sapere dove sia andata la persona.
È il cane a prendere decisioni
Il Mantrailing lascia al cane una componente importante di autonomia.
Durante la ricerca deve raccogliere informazioni, discriminarle e prendere decisioni.
Il conduttore non dovrebbe indicargli continuamente dove andare.
Questo rende l'attività interessante anche dal punto di vista cognitivo: il cane deve risolvere un problema utilizzando una delle sue capacità naturali più sviluppate.
E quando sbaglia direzione?
Anche tornare indietro, verificare un'ipotesi e scegliere un'altra strada fa parte del processo.
Tutti i cani possono fare Mantrailing?
Il Bloodhound rimane probabilmente l'immagine più iconica del cane da Mantrailing, ma non è necessario possedere un segugio per praticare questa attività a livello sportivo.
Cani di razze, dimensioni e caratteristiche molto differenti possono avvicinarsi alla ricerca olfattiva.
Ogni soggetto, inoltre, può sviluppare un proprio stile.
Alcuni cani lavorano molto velocemente, altri sono più metodici. Alcuni effettuano numerose verifiche, altri prendono decisioni molto rapidamente.
Non bisogna quindi cercare di trasformare tutti i cani nello stesso tipo di cercatore.
Parte del lavoro consiste proprio nel conoscere il modo di lavorare del proprio cane.
Può essere adatto anche a cani insicuri o reattivi?
In alcuni casi sì, purché l'attività venga organizzata correttamente.
Nel Mantrailing i cani non hanno bisogno di lavorare tutti contemporaneamente né di interagire direttamente tra loro. Gli spazi e le distanze possono quindi essere gestiti in funzione dei singoli soggetti.
Per alcuni cani insicuri, inoltre, affrontare un compito, prendere decisioni e arrivare autonomamente alla soluzione può rappresentare un'esperienza positiva.
Ma attenzione a non trasformare questa considerazione in una promessa terapeutica.
Il Mantrailing non “cura” automaticamente paura, insicurezza o reattività. In presenza di problematiche comportamentali, il singolo cane deve essere valutato e l'attività eventualmente inserita all'interno di un percorso appropriato.
È uno sport molto più mentale di quanto sembri
Guardando una ricerca dall'esterno può sembrare che il cane stia semplicemente camminando e annusando.
In realtà sta elaborando continuamente informazioni.
Deve mantenere il riferimento all'odore corretto, distinguere informazioni rilevanti da quelle irrilevanti, affrontare cambiamenti ambientali, effettuare verifiche e prendere decisioni.
Il lavoro olfattivo può quindi essere cognitivamente impegnativo.
Anche nel Mantrailing sono fondamentali pause e recupero: aumentare continuamente numero, durata e difficoltà delle ricerche non significa necessariamente migliorare l'allenamento.
Mantrailing sportivo e ricerca operativa: una distinzione importante
Oggi il Mantrailing può essere praticato come attività ludica e sportiva, offrendo al cane la possibilità di utilizzare le proprie capacità olfattive e alla coppia di sviluppare nuove competenze.
L'impiego operativo nella ricerca di persone realmente scomparse è un'altra cosa.
Una coppia destinata all'attività operativa deve affrontare una preparazione specifica e lavorare all'interno dei contesti e delle organizzazioni previste per questo tipo di intervento.
Aver frequentato un corso di Mantrailing non rende automaticamente cane e conduttore un'unità operativa di ricerca.
Fare questa distinzione non diminuisce il valore dello sport: semplicemente evita di confondere due obiettivi differenti.
Cosa serve per iniziare?
L'attrezzatura è relativamente semplice. Generalmente vengono utilizzati:
una pettorina adeguata;
una lunghina;
premi particolarmente motivanti per il cane;
materiale per la corretta gestione del testimone d'odore.
Ma l'attrezzatura è la parte più semplice.
Ciò che conta davvero è impostare correttamente il lavoro fin dalle prime esperienze, costruendo ricerche adeguate al livello del cane e aumentando progressivamente la difficoltà.
Imparare a fidarsi del proprio cane
Forse è proprio questo uno degli aspetti più affascinanti del Mantrailing.
Nella quotidianità siamo quasi sempre noi a decidere dove andare. Siamo noi a conoscere la strada, scegliere la direzione e chiedere al cane di seguirci.
Durante una ricerca accade qualcosa di insolito:
per una volta, quello che sa dove andare è lui.
Il conduttore deve imparare a osservare, interpretare senza interferire continuamente e fidarsi di capacità sensoriali che appartengono al cane e che noi possiamo soltanto immaginare.
Alla Scuola di Fido, il Mantrailing permette di avvicinarsi alla ricerca olfattiva attraverso un percorso progressivo, costruito sulle caratteristiche e sulle competenze della singola coppia cane-conduttore.
È uno sport, un'attività mentale e un modo completamente diverso di lavorare insieme.
Perché qualche volta, per conoscere davvero il proprio cane, bisogna essere disposti a seguirlo.

