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Come riconoscere dolore e piccoli cambiamenti nel movimento del cane

  • 5 ore fa
  • Tempo di lettura: 6 min


Il cane non può dirci “mi fa male la spalla” o “quando corro sento fastidio alla zampa posteriore”.

E soprattutto, il dolore non si manifesta sempre con una zoppia evidente.

Molto spesso i primi segnali sono molto più sottili: un movimento leggermente diverso, una posizione insolita durante il riposo, una maggiore esitazione prima di saltare oppure semplicemente qualcosa che, osservando il nostro cane ogni giorno, ci sembra diverso dal solito.

Imparare a riconoscere questi cambiamenti non significa improvvisarsi veterinari, ma diventare osservatori più attenti. Perché accorgersi precocemente che qualcosa è cambiato permette di rivolgersi al professionista giusto e approfondirne la causa.



Il dolore non significa necessariamente zoppia

Quando pensiamo a un problema muscolo-scheletrico, uno dei primi segnali che immaginiamo è un cane che zoppica.

La zoppia è certamente un segnale importante, ma non è l'unico.

Un cane può modificare il proprio movimento per cercare di ridurre il carico o il disagio in una determinata zona, sviluppando strategie compensatorie che inizialmente possono essere difficili da riconoscere.

Potremmo quindi non vedere un cane che “non usa una zampa”, ma semplicemente un cane che la utilizza in modo leggermente diverso.

Ed è proprio per questo che conoscere il movimento abituale del proprio cane è così importante.



I piccoli segnali da osservare

Non esiste un singolo comportamento che permetta di stabilire con certezza che un cane abbia dolore.

Quello che possiamo fare è osservare eventuali cambiamenti rispetto alla sua normalità.

Potrebbero attirare la nostra attenzione, per esempio:

  • una zoppia, anche lieve o intermittente;

  • maggiore rigidità quando il cane si alza dopo il riposo;

  • esitazione prima di salire o scendere dall'auto;

  • difficoltà nel fare le scale;

  • riluttanza a saltare dove prima saliva spontaneamente;

  • cambiamenti nella corsa o nell'andatura;

  • minore voglia di giocare o fare attività;

  • cambiamenti nella posizione durante il riposo;

  • difficoltà a sedersi o sdraiarsi;

  • un modo diverso di distribuire il peso sulle zampe;

  • maggiore sensibilità alla manipolazione di una determinata zona;

  • leccamento insistente di una parte del corpo.

Preso singolarmente, uno di questi comportamenti non permette di formulare una diagnosi.

Ma se rappresenta una novità, persiste o compare insieme ad altri cambiamenti, merita attenzione.



Osservare il cane quando si alza

Uno dei momenti più interessanti da osservare è il passaggio dal riposo al movimento.

Come si alza il cane dopo aver dormito?

Si alza rapidamente come ha sempre fatto oppure impiega più tempo? Appoggia subito tutte le zampe? Fa qualche passo rigido prima di muoversi normalmente?

Una difficoltà che compare soprattutto a freddo può essere molto meno evidente dopo qualche minuto di movimento.

Se osserviamo il cane soltanto durante la passeggiata, potremmo quindi non accorgercene.



Guardiamolo camminare, non soltanto correre

Quando il cane corre velocemente può essere sorprendentemente difficile individuare piccoli cambiamenti.

Vale la pena osservarlo anche mentre cammina e trotta, possibilmente da diverse prospettive.

Da dietro possiamo notare come si muove il bacino e come vengono utilizzati gli arti posteriori.

Da davanti possiamo osservare il movimento degli anteriori.

Di lato possiamo prestare attenzione alla lunghezza e alla regolarità del passo.

Non dobbiamo cercare di diagnosticare cosa non funziona: dobbiamo semplicemente chiederci:

“Si muove come si è sempre mosso?”



Attenzione ai cambiamenti nelle attività quotidiane

Spesso il proprietario nota un problema non durante una passeggiata, ma attraverso qualcosa di molto più banale.

Il cane che ha sempre saltato immediatamente nel bagagliaio improvvisamente aspetta.

Quello che saliva sul divano con un unico movimento inizia ad appoggiare prima le zampe anteriori.

Un cane che correva verso la porta quando vedeva il guinzaglio sembra meno entusiasta.

Oppure comincia a scegliere percorsi differenti sulle scale.

Sono comportamenti facili da attribuire alla pigrizia, all'età o semplicemente al carattere.

A volte lo sono.

Ma un cambiamento improvviso rispetto alle abitudini del cane merita di essere osservato, soprattutto se continua a ripetersi.



Anche il comportamento può cambiare

Dolore e disagio fisico non si manifestano esclusivamente attraverso il movimento.

Un cane che prova dolore può diventare più irritabile, cercare maggiormente il riposo, evitare determinate interazioni oppure tollerare meno alcune manipolazioni.

Un cane normalmente tranquillo potrebbe, per esempio, girarsi improvvisamente quando viene toccato in una determinata zona.

Oppure potrebbe iniziare a evitare situazioni nelle quali prevede un movimento che gli provoca fastidio.

Per questo movimento e comportamento non dovrebbero essere osservati come due mondi completamente separati.

Un cambiamento comportamentale improvviso può avere anche una componente fisica e merita di essere approfondito.



Il cane sportivo: quando i segnali diventano ancora più sottili

Nel cane sportivo la situazione può diventare particolarmente interessante.

Un cane molto motivato può continuare a correre, saltare e lavorare nonostante un disagio iniziale.

Il fatto che voglia ancora allenarsi non dimostra automaticamente che non abbia dolore.

A volte i primi cambiamenti emergono proprio nella performance.

Un cane da Agility potrebbe modificare un salto, avere maggiore difficoltà in una determinata curva o mostrare una preferenza diversa negli appoggi.

Un cane da Obedience potrebbe cambiare leggermente una posizione o avere meno precisione in un movimento che normalmente esegue con facilità.

In altre discipline potremmo semplicemente osservare una riduzione della fluidità, della velocità o della disponibilità a eseguire uno specifico gesto.

Per chi pratica sport, conoscere molto bene il movimento abituale del proprio cane diventa quindi particolarmente prezioso.



Filmare il cane può essere molto utile

Abbiamo uno strumento semplicissimo sempre a disposizione: lo smartphone.

Se qualcosa nel movimento ci sembra strano, possiamo registrare brevi video del cane mentre cammina e trotta.

Possiamo inoltre conservare qualche video realizzato quando il cane sta bene, in modo da avere un riferimento con cui confrontare eventuali cambiamenti futuri.

Per il cane sportivo sono utili anche i video degli allenamenti.

Rivedere un movimento permette infatti di osservare dettagli che dal vivo possono sfuggire.

E, se sarà necessaria una valutazione professionale, mostrare quando e come compare il problema può fornire informazioni utili.



Non cerchiamo di “testare” continuamente il dolore

Se sospettiamo che un movimento provochi fastidio, non è necessario chiedere al cane di ripeterlo dieci volte per essere sicuri.

“Vediamo se zoppica ancora dopo un'altra corsa” non è un buon metodo di valutazione.

Allo stesso modo, manipolare insistentemente una zona cercando di individuare da soli il punto doloroso può essere controproducente.

Il nostro compito è riconoscere che qualcosa potrebbe non andare, non stabilire autonomamente quale struttura anatomica sia coinvolta.



Cosa fare se notiamo qualcosa di diverso?

Se il cambiamento è significativo, persiste, peggiora o il cane manifesta dolore evidente, il riferimento è il medico veterinario.

Sarà la valutazione clinica a stabilire se siano necessari ulteriori approfondimenti e quale sia il percorso più appropriato.

In base al problema potranno successivamente entrare in gioco figure e attività differenti, dalla fisioterapia alla riabilitazione fino ad altre modalità di supporto indicate per quel cane.

Nel frattempo è generalmente prudente non continuare a sottoporre il cane allo stesso carico sportivo aspettando che il problema passi da solo.

Questo è particolarmente importante quando un'alterazione compare durante un gesto specifico e continua a ripresentarsi.



Riabilitazione e preparazione atletica non sono la stessa cosa

Anche qui è importante fare una distinzione.

Attività come il K9 Cross Training possono essere utilizzate nella preparazione fisica di un cane sano, lavorando su forza, controllo motorio, coordinazione, equilibrio e altre capacità.

Ma se un cane presenta dolore o un problema muscolo-scheletrico, non basta scegliere qualche esercizio di propriocezione o preparazione atletica.

Prima bisogna capire cosa sta succedendo.

Un percorso riabilitativo ha obiettivi e indicazioni differenti rispetto all'allenamento di un cane sano.

Successivamente, quando le condizioni lo permettono, preparazione atletica e lavoro specifico possono diventare parte del percorso di ritorno all'attività.



Impariamo qual è la normalità del nostro cane

Per riconoscere un cambiamento dobbiamo prima sapere cosa è normale.

Osservare ogni tanto il proprio cane mentre cammina, corre, si siede, si sdraia e si rialza può sembrare banale, ma ci permette di costruire una sorta di memoria del suo movimento.

Questo vale ancora di più per chi pratica sport.

Non dobbiamo aspettare che il cane zoppichi vistosamente per iniziare a prestare attenzione al suo corpo.

Piccole variazioni non significano necessariamente che ci sia un problema serio, ma imparare a riconoscerle ci permette di intervenire quando serve e, soprattutto, di non ignorare qualcosa soltanto perché il cane continua a correre e giocare.

Alla Scuola di Fido, il benessere fisico viene considerato parte integrante della vita e dell'attività del cane, attraverso servizi dedicati alla riabilitazione, al lavoro in piscina e alla preparazione fisica con K9 Cross Training.

Perché conoscere il proprio cane significa anche imparare a riconoscere quando il suo modo di muoversi ci sta dicendo qualcosa.

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